Ritorno. Racconto di Astrid Scaffo

Astrid Scaffo ci presenta un suo racconto.

Pietro si appoggiava sulle grucce: la guerra gli aveva portato via un piede e quello che riportava a casa era il fantasma di sé.


Il camion militare che lo aveva portato all’imboccatura della strada di casa era ripartito sgommando.

Si strinse nel cappotto e decise che, giunto a casa, per prima cosa, avrebbe tolto la divisa e gli onori militari: non ne voleva sapere più.


Senza un piede, per Antonia sarebbe stato solo un peso in più e una bocca da sfamare, pensava, ma, a Dio piacendo, si sarebbe dato da fare per trovare un lavoro.


Già, Antonia, di lontano si sentiva un grammofono suonare: la guerra era finita e qualcuno aveva voglia di musica.

Pietro pensò alle festicciole sul Po quando stringeva Antonia a sé su una pista improvvisata e una piccola orchestrina li faceva danzare.

Erano passati sette anni, sette anni di lontananza.


La casa c’era ancora, pur colpita di striscio dai bombardamenti, aveva retto, a differenza del fienile che era crollato interamente.


Pietro guardava casa sua, quando, dal canile, uscì un cane, magro e malandato, con una benda su un occhio che, con fare sicuro, e scodinzolando, si avvicinò al padrone.

Pietro sorrise: il buon Argo aveva fatto la guerra anche lui e aveva perso un occhio. Era un reduce Argo.


“Fermo Argo!”, urlò un bambino di circa sei anni seduto sui gradini della veranda.

“Hai già perso un occhio, non ti è bastata per finirla di dar retta agli sconosciuti!”.


Il bimbo, che pareva un uomo, guardò Pietro con aria minacciosa e torva.


Pietro lo guardò sconcertato e pensò che Antonia, credendolo morto in guerra, si fosse innamorata di un altro e fece per andarsene.


Ma Argo, imperterrito, gli appoggiò il muso tra le gambe, che quasi lo fece cadere.


“Piero che succede?”disse Antonia affacciandosi alla veranda, spettinata.


La donna, quando vide Pietro, si mise a piangere e a ridere contemporaneamente, con le guance rosse, rosse.


“Piero aiuta tuo padre ad entrare in casa! Che fai lì impalato su!”.


E a Pietro all’orecchio: “ero incinta quando arrivò la chiamata alle armi, saresti partito con la morte nel cuore…ora avrai tutto il tempo di conoscere tuo figlio”.

R I T O R N O

Racconto

di

ASTRID SCAFFO

Informazioni sull’autrice

ASTRID SCAFFO

ASTRID SCAFFO, avvocato classe 1979, vive e lavora a Polesella (Rovigo), lettrice appassionata, cerca libri ovunque (biblioteche, mercatini, librerie…). Scrive dall’età di sei anni poesie e racconti. Ha partecipato a concorsi letterari. Una sua poesia è stata inserita nella raccolta “Parlami d’amore” a cura di  Sara Pira, ediz. Ex libris 2012. La poesia pubblicata si è classificata al 4° posto del Concorso letterario “L’incontro di ieri e di oggi” Divina Follia Edizioni VI edizione 2019 sez. A.

Leggi La Chiesa di San Michele di A. Scaffo.

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