Compiti per le vacanze: 5 consigli per finirli in poco tempo e bene!

compiti per le vacanze

Compiti per le vacanze: alcuni suggerimenti per terminarli in poco tempo e farli bene!

Come ogni estate, molti studenti e le loro famiglie si trovano alle prese con i compiti per le vacanze. Come supportare i nostri bambini e ragazzi in questo impegno?

Qui, i miei suggerimenti per terminare i compiti per le vacanze in poco tempo e, soprattutto, per eseguirli correttamente.

Compiti per le vacanze. Step 1: organizzarsi per tempo.

Per affrontare questo impegno, in serenità e senza farsi prendere dall’ansia, è fondamentale organizzare il lavoro con anticipo e con metodo.

Innanzitutto, sarebbe consigliabile non riservare, allo svolgimento dei compiti per le vacanze, le ultime settimane di agosto e ciò per alcune semplici ragioni.

I ragazzi, infatti, alla fine dell’estate hanno perso del tutto ogni rapporto con i libri e con lo studio.

Sono completamente assorbiti dal ritmo delle vacanze e convincerli a rimettersi sui libri, proprio in queste settimane, magari con temperature alte, che non favoriscono la concentrazione e lo studio, può risultare davvero arduo!

Inoltre, vogliono godersi gli ultimi giorni di spensieratezza e libertà. E come dar loro torto!

Perciò, il mio suggerimento è quello di approcciarsi ai compiti per le vacanze il prima possibile.

Step 2. Dividere il lavoro per giorni.

Altro consiglio è di procedere ad una suddivisione del lavoro per giorni, scadenzando quantità e materie per un numero di giornate tali che il lavoro non risulti pesante e si riesca a terminare il prima possibile, senza indigestioni!

Ad esempio, se l’insegnante di Italiano ha assegnato per le vacanze la lettura di un libro, si può procedere suddividendo il numero di pagine del testo per i giorni che si vuole dedicare a questo impegno.

Fondamentale è organizzare il lavoro in modo che l’impegno non risulti pesante, ma neppure si prolunghi per troppi giorni.

Così, il bambino/ragazzo saprà che ogni giorno deve riservare alla lettura un tempo pari a tot pagine. Questo metodo è parecchio sperimentato sui miei figli, di cui uno andrà in seconda media e l’altra in terza elementare, ed ha dato sempre ottimi risultati.

Stesso sistema si può applicare a tutte le altre materie ( ad es. suddividere il numero di esercizi di matematica/lingue straniere/altro per un numero sufficiente di giorni) e al libro delle vacanze che viene solitamente proposto alla scuola primaria.

Si potrà fare un vero e proprio planning giornaliero, da scrivere su di un’agenda o su un quaderno, in modo che i ragazzi sappiano esattamente, ogni giorno, tutto quello che c’è da studiare.

Questo metodo, infatti, permette anche di suddividere l’impegno in obiettivi giornalieri, che danno la sensazione di portare a termine qualcosa e, pertanto, sono molto motivanti.

Non dimentichiamo però, in questa organizzazione, di lasciare dei giorni liberi dallo studio. Il sabato e la domenica, infatti, io li escludo sempre con i miei figli.

Step 3. Dedicare ogni giorno un tempo sufficiente ma senza eccessi.

Quanto tempo dovrebbero dedicare i nostri bambini/ragazzi, ogni giorno, allo svolgimento dei compiti per le vacanze?

Sicuramente dipende dall’età di ciascuno di essi!

Un bambino di scuola primaria è difficile che vorrà riservare a questo impegno oltre un’oretta. Ad un ragazzo più grande potremmo richiedere che si applichi per maggior tempo.

Credo, in ogni caso, che possa essere una buona proposta riservare, ogni giorno, non più di un’ora e mezza. Per questo, occorrerà suddividere il lavoro per un tempo di giorni sufficienti a che i bambini/ragazzi non siano costretti a trascorrere ore sui libri anche in vacanza.

Step 4. Lasciare che i compiti per le vacanze vengano svolti autonomamente.

Ritengo che i compiti, non solo quelli assegnati per le vacanze, quando non ci siano difficoltà legate all’apprendimento, vadano svolti sempre in autonomia dagli studenti, qualsiasi età essi abbiano.

Il sostegno di un adulto, infatti, si tramuta spesso e, molto facilmente, in ingerenza. Senza contare il fatto che possiamo trasmettere ansia e fretta, che di sicuro non giovano.

Il mio consiglio è, perciò, di lasciare che lavorino sempre da soli e di approfittare, se non sono abituati a farlo, proprio delle vacanze estive perché imparino a svolgere i compiti senza la presenza di un adulto a cui ricorrere nella difficoltà o anche solo per pigrizia.

I ritmi più rilassati dell’estate, infatti, possono conciliare il passaggio verso una maggiore autonomia, perciò suggerisco, almeno, di provarci in questo periodo!

Step 5. Via il cellulare!

Durante lo svolgimento dei compiti per le vacanze estive, si sa, le distrazioni sono sempre in agguato.

Perciò è fondamentale, soprattutto per eseguirli correttamente, allontanare in quel tempo ad essi dedicato, tutto ciò che favorisce la deconcentrazione.

Consiglio, infatti, di spegnere o tenere lontano dalla stanza in cui il bambino/ragazzo studia il cellulare e il tablet che, tra messaggi in arrivo, notifiche dei nuovi video o post dello youtuber preferito, manderebbero all’aria ogni buon proposito di dedicarsi ai compiti.

Del resto, abbiamo detto che si tratta solo di un’oretta!

L’ideale sarebbe che nella stanza in cui si studia non ci siano neppure tv, radio e pc.

Se possibile, infatti, e sempre nel rispetto delle norme anticovid, i ragazzi più autonomi potrebbero approfittare delle aule studio nelle biblioteche o centri sociali. Dove tutti studiano, si è costretti a studiare!

E se non vogliono proprio farli?

Questa eventualità potrebbe verificarsi più spesso con i bambini della scuola primaria. Ma non ne sono completamente esclusi anche quelli più grandi.

In questo caso non esiste una sola soluzione al problema, ma occorre una strategia più complessa!

Innanzitutto, è necessario scegliere un buon momento della giornata da dedicare ai compiti. Che non siano visti come una punizione o, peggio, un’alternativa al libero gioco e agli amici!

Si può pensare ad esempio, a svolgerli dopo pranzo, una pausa in cui normalmente sarebbero impegnati con tv o altri intrattenimenti di cui si può fare a meno.

NO ai compiti sulla spiaggia, mentre gli altri si divertono e tutto intorno è un tripudio di spensieratezza. Si rifiuteranno ancora di più!

Puntare anche a piccoli obiettivi giornalieri, come “un solo esercizio di…”, oppure “una sola pagina di lettura”, e poi, piano piano aumentare gradualmente la dose.

L’importante è iniziare, prendere familiarità con questo impegno, e far diventare il momento dei compiti come una piccola routine giornaliera, anche in vacanza, ma evidenziando che è più un passatempo che un vero e proprio impegno, rispetto a quanto avviene durante l’anno scolastico.

Questi i miei suggerimenti per supportare i nostri bambini e ragazzi nell’impegno estivo dei compiti delle vacanze.

A tutti, buona estate.

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