Il consulente editoriale

consulente editoriale marianna de stefano

Consulente editoriale: chi è e cosa fa.

Oggi voglio parlarvi del consulente editoriale, cioè della mia professione.

L’editoria è un settore profondamente mutato negli ultimi anni. 

Una serie di fattori ne hanno cambiato gli assetti e anche le figure professionali che vi lavorano.

Il fiorire di piccole e medie case editrici, poi, ha determinato la ricerca di figure professionali alle quali spesso si richiedono più competenze, in ragione della necessità di svolgere più compiti e servizi. Ma che siano anche capaci di adattarsi ad offerte lavorative determinate nella durata.

In maniera corrispondente, sono fiorite figure qualificatissime di professionisti freelance.

Figure capaci di offrire servizi che, spesso, non comportano l’assunzione stabile nell’organico della casa editrice e, al tempo stesso, spendibili in più di una fase editoriale.

E’ così che, se fino a venti, o trenta anni fa, in un mercato editoriale, per lo più dominato da pochi e risonanti marchi, il redattore non era, normalmente, anche correttore di bozze, e così via per gli altri ruoli. Oggi gli editori si avvalgono di figure professionali capaci di seguire le diverse fasi del processo produttivo di un libro. Ma con confini di competenze sempre meno stringenti.

Il consulente editoriale, infatti, risponde a queste esigenze.

CHI E’ il consulente editoriale?

Il consulente editoriale è una figura professionale che lavora nell’editoria e può fornire differenti servizi a seconda della propria formazione ed esperienza.

Può essere inserito come collaboratore nella casa editrice, oppure può lavorare come freelancer.

Lavora a stretto contatto con l’editore, si coordina con le altre figure professionali della casa editrice e, naturalmente, con l’autore o il traduttore.

E’ un consulente, perciò, il suo lavoro è quello di portare la sua opinione, ovviamente qualificata, a qualcuno. Ha un ruolo di orientamento e guida nelle scelte editoriali, rispetto ai compiti che gli vengono affidati.

Non è un mero esecutore, perciò, le sue mansioni non potranno attenere esclusivamente a fasi esecutive del processo produttivo di un libro.

E’ bene sempre sottolineare questa precisazione, vista la labilità dei confini di questa figura professionale, sempre più in evoluzione, come tutto il settore dell’editoria.

COSA FA il consulente editoriale?

Attività di scouting.

Lo “scout” è chi scova il libro da pubblicare. Questa è una delle attività/servizi che ritengo tra le più appassionanti per questa figura professionale e, anche, quella che sento a me più congeniale!

Scovare un libro presuppone tutta una serie di abilità. Ovvero competenze che non attengono solo alla stretta formazione del consulente editoriale. Ma riguardano anche la sua capacità di valorizzare un testo, riuscendo a coglierne il pregio, prima che diventi un libro tra le mani dei lettori.

Valorizzare un testo, poi, include, riuscire a proporlo all’editore giusto. Ma anche a pubblicarlo nel momento giusto, perché arrivi al lettore in tutto il suo potenziale tenendo presente anche l’andamento del mercato.

Marianna De Stefano, consulente editoriale, book blogger.

Gli scaffali delle librerie sono pieni di nuove pubblicazioni che hanno una vita brevissima, per quanto possano avere contenuti di qualità.

Tra le motivazioni c’è anche quello di essere pubblicati in un momento non adatto.

La vita di un libro.

Per vita di un libro, si intende proprio il tempo, dalla sua pubblicazione, in cui esso circola, non solo, tra le librerie, ma tra le mani dei lettori. Questo dipende, poi, da numerosi fattori, non esclusa la sua promozione.

E’ per questo, perciò, che il consulente editoriale, che svolge servizio di scouting, è un buon conoscitore del mercato editoriale.

Tendenze.

Il consulente editoriale conosce le tendenze dei libri. Sa chi pubblica cosa, chi lavora dove e, normalmente, ha un settore in cui è particolarmente “ferrato”… perché non si può conoscere tutto!

Io, ad esempio, sono più pratica di narrativa e, all’interno di questa, amo più i romanzi che i racconti.

In particolare amo quelli destinati a bambini e ragazzi, settore in cui ho più formazione ed esperienza.

Attività redazionali.

La consulenza può riguardare attività più spiccatamente di redazione. Ovvero inerenti al contenuto e all’organizzazione del testo che l’editore vuole pubblicare, fino a spingersi alla cura della grafica e dell’impaginazione. 

L’editor.

Il servizio di editing comporta che il consulente editoriale svolga tutta una serie di attività e compiti per trasformare un testo in una pubblicazione.

Ciò implica effettuare un’attenta valutazione del testo, in base a diversi criteri, proporre un’organizzazione precisa dello stesso che può essere completamente diversa dalla prima stesura. In questa fase è necessario confortarsi molto, con l’editore e con lo stesso autore.

L’editor è il primo grande supporter di un autore e, spesso, vede nel testo, il libro che questo può diventare, molto prima dell’autore stesso.

Il servizio di editing oggi include, moto spesso, anche la correzione delle bozze.

Il correttore di bozze.

Il correttore di bozze puro e semplice, infatti, è una figura che un po’ sta scomparendo nell’editoria, soprattutto nelle piccole e medie realtà. Queste cercano sempre di più figure di collaboratori spendibili su più fronti. 

E’ chiaro, invece, che in realtà più strutturate, con molte pubblicazioni all’anno, questo servizio, che tra l’altro è indice di cura e qualità dell’editore, non può essere svolto da chi segue anche altre fasi del processo produttivo del libro.

Poi c’è l’ufficio diritti, di cui vi parlo in un altro articolo.

Se stai cercando un consulente editoriale o hai bisogno di un consiglio in questo ambito, contattami.


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