Didattica digitale: come viverla al meglio.

bambina che studia all'aperto

Molti studenti italiani sono alle prese, in queste settimane, con la Didattica Digitale Integrata (DDI) altresì conosciuta come Didattica a Distanza (DAD). Questa nuova modalità di “fare scuola al tempo del covid” sembra mettere a dura prova soprattutto i bambini delle scuole dell’infanzia e primarie, insieme alle famiglie coinvolte, ovviamente.

A voi, come sta andando?

Didattica digitale: la scuola al tempo del covid.

La didattica digitale è stata al centro di un vivacissimo dibattito. L’esperienza dei mesi scorsi, inoltre, ne ha fatto emergere limiti e forti punti critici.

Siamo tutti d’accordo, inoltre, che “scuola” è crescita, non soltanto attraverso un bagaglio di competenze apprese, ma anche attraverso l’esperienza diretta che deriva dal confronto con gli altri.

Si cresce stando insieme ai coetanei, sentendosi parte di una classe, di una comunità educante, alla quale si sente di appartenere.

Didattica digitale e famiglie: la comunità educante non si ferma.

Probabilmente, è da qui che noi adulti dovremmo partire per affrontare questo nuovo modo di fare scuola. E cioè, dal non perderci di vista, innanzitutto, come comunità educante, sebbene investita da cambiamenti che tendono a sgretolarne la consistenza.

Questo è un habitus mentale necessario per tutti quelli coinvolti in questo nuovo percorso: famiglie, insegnanti, studenti.

Tutti auspichiamo che la scuola torni ad essere “luogo fisico”, innanzitutto, oltre che virtuale. Nell’attesa, però…domani mattina ci sono ” i collegamenti con prof. e maestri”. Domattina c’è la didattica a distanza. E allora che si fa?

Didattica digitale: i problemi più comuni.

La DDI richiede, soprattutto per i bambini della scuola dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria, un forte coinvolgimento da parte delle famiglie.

Mamme, papà, nonni, ed altri adulti di riferimento, sono chiamati ad assolvere i numerosi compiti che ne derivano.

Nonostante la buona volontà di tutti, i momenti di stress non mancano.

Non ho capito a che pagina sono! Maestra non ti vedo più! Non riesco ad accendere il microfono!

Queste sono le “dichiarazioni” più comuni, che animano le sessioni video in DDI delle prime classi della scuola primaria.

L’ansia di non riuscire a fare da solo, la concentrazione che cala a picco dopo un po’, sono sicuramente i problemi che più si presentano nelle lezioni in DDI per gli studenti più giovani.

Ansia e mancanza di concentrazione, come alleviarle.

Come riuscire, allora, ad alleviare la tensione soprattutto dei bambini più piccoli? Come permettere loro di vivere con serenità e concentrazione il tempo delle lezioni in didattica digitale?

Sicuramente, molta tensione nei più piccoli nasce proprio dall’isolamento, nel quale sono costretti.

Con la didattica a distanza, nasce dalla sensazione di essere lasciati da soli con se stessi, e avere paura di non riuscire a fare tutto, senza ricorrere a qualcuno che hai vicino, anche solo un amichetto a cui chiedere un piccolo chiarimento, e che ti possa aiutare.

In più, la classe vissuta in DDI può essere avvertita come qualcosa di estraneo, lontano, che si svolge in un luogo diverso dal proprio, un “non luogo” e, perciò, poco coinvolgente per il bambino.

Perciò, egli tende ad allontanarsene, distogliendo la propria attenzione da ciò che accade nel video, rifugiandosi nel sicuro del proprio mondo circostante e tangibile, popolato da mille attrattive a portata di mano.

A ciò si aggiunga che, per un genitore, il quale magari nello stesso tempo lavora o segue un altro figlio sempre in DDI, è impossibile presidiare la lezione del bambino per tutto il tempo, sostenendolo nei momenti critici.

A volte, però, può bastare davvero poco per cambiare le cose e ricavare il meglio da tutte le situazioni.

Cambiare ambiente per invertire il calo di attenzione.

Tiraci fuori da un contesto che non favorisce attenzione, a volte può essere una semplice e risolutiva strategia. Perché non provare anche con i bambini?

L’altro giorno, complice una meravigliosa giornata e un po’ di sole che arrivava nel nostro cortile, strapieno di foglie cadute dagli alberi, ho invitato mia figlia, seconda elementare, a proseguire le lezioni video all’aperto.

Del resto, la maestra aveva appena finito di leggere una bella storia che raccontava di animali in letargo e fogliame scrocchiante sotto i piedi.

La natura ci viene in soccorso: rivolgiamole lo sguardo.

Le giornate non sono sempre semplici per mia figlia, 7 anni.

Il calo di attenzione è sempre in agguato.

Qualche volta, mi è capitato di doverla riacciuffare, in giro per la casa, per riposizionarla dinanzi allo schermo che aveva abbandonato.

Riteneva che il maestro potesse continuare anche senza di lei.

studiare all'aperto
Diletta, 7 anni, alle prese con la sua lezione video in DDI

Comunque, in quell’occasione, il cambio di ambiente è stata una scelta che ha dato buoni risultati. Proseguire le lezioni all’aperto, con un tappeto di foglie sotto i piedi, oltre ad essere una novità, ha favorito la sua concentrazione.

Creare spazi fisici alternativi per affrontare la difficoltà.

Non tutti hanno un giardino a cui far ricorso, me ne rendo conto, ma perché non sfruttare, in una giornata di sole, anche un piccolo terrazzo luminoso, arredato con qualche pianta?

Perfino un angolino della casa potrebbe diventare “un piccolo giardino al chiuso” per studiare!

L’obiettivo è creare uno spazio diverso da quello solito, che rassereni il bambino, ma senza distrarlo dalla lezione video.

Creare uno spazio fisico alternativo, al quale ricorrere nei momenti più critici, è come aprire la porta per uscire da una difficoltà.

La natura, o un ambiente che la riproduca il più possibile, è il luogo ideale per questo scopo, secondo me, perché uno spazio all’aria aperta decomprime e rigenera la mente.

Rompere lo stress della routine.

Di questi tempi, le giornate scorrono sempre uguali. Tutte scadenzate dagli stessi impegni. Si esce molto poco, ci si concede sempre meno svaghi ed occasioni di socialità.

Una stringente routine, però, non aiuta ad essere concentrati. E ciò vale, in particolare, per i bambini.

Rompere questa routine, perciò, diventa necessario per recuperare energia mentale da impiegare nello studio.

Come? I-n-t-e-r-r-o-m-p-e-n-d-o, semplicemente. Frazionando queste giornate così fitte solo di impegni, con piccoli momenti da dedicare a ciò che al bambino piace fare e renderle occasioni di scambio anche con noi adulti, possibilmente.

Qualche idea…

Per i bambini che stanno vivendo la DDI, è opportuno creare occasioni di svago che non prevedano l’utilizzo di tv, tablet, cellulari o giochi elettronici.

Senza dubbio da preferire, invece, sono le attività che aiutino a rilassare, scaricare stress, esprimersi.

Una bella attività da proporre e svolgere insieme, può essere colorare mandàla. Infonde calma e tranquillità, aiuta a trovare concentrazione.

Prova con i miei mandàla da colorare.

Leggere qualche bella storia insieme, è senza dubbio una pratica che consiglio, per trascorrere piccole pause rigeneranti. Può diventare anche l’occasione per scegliere insieme ed acquistare un nuovo libro.

Le librerie sono aperte e tra i luoghi più sicuri da frequentare!

Via libera all’ascolto di musica e, ovviamente, se si può in sicurezza, anche a trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta.

Potrebbe interessarti anche Imparare a leggere: come muovere i primi passi.

Articoli Correlati