EDERA. Racconto di Astrid Scaffo

L’ ultima casa del paese, due stanze invecchiate dal tempo e scrostate dal vento con l’edera che vi cresce tutta attorno, la ricopre bene bene e la protegge.

Pare quasi un giardino verticale. Cresciuto su Stella e la sua casa. Stella sempre vestita di nero, curva ormai per le troppe vite che le sono passate attorno, si siede sulla porta di casa, l’unica uscita risparmiata dai rampicanti, e sgrana le sue fave assorta.
Il vento gioca col suo fazzoletto e alle volte glielo ruba dal collo.
È sola Stella: i ragazzini del paese la prendono in giro, la chiamano “strega” e le tirano sassi. A lei che, mansueta come un vitello, li lascia fare, non se ne cura. Solo li guarda coi suoi occhi stanchi.


Soltanto Michele l’ha presa per nonna e le porta il pane caldo: prende un pane in più, quando la mamma lo manda dal fornaio, e senza farsi badare lo mette da parte per lei.
Che poi di questo inganno o la mamma o il fornaio se ne sono accorti e fingono di non sapere, di non vedere che ci fa Michele con il pane in più.


“Ha un cuore strano, questo bimbo mio” – dice sua madre – “chissà che la sua generosità non gli si rivolti contro e che tutti questi pani li conti Iddio e li metta da parte per lui”.


La pettina Michele e Stella non protesta: ha trovato un vecchio pettine tra i pochi averi della vecchietta e attraversa le chiome bianche di Stella, con mano cauta e delicata, non vuole farle male, l’acconcia, le sistema il fazzoletto, le dice quanto è bella e Stella sorride.


Michele non ha mai sentito la sua voce ma la comprende bene, e le parla tanto e Stella risponde, muta, ma risponde: Stella non ha potuto studiare e teme forse che il suo amico non potrebbe capirla, se parlasse la sua lingua, quella degli antichi, quella non scritta, che non si impara sui libri ma che sa di un sapere antico. O forse è la solitudine che l’ha resa muta.


Ma in fondo quando ci si ama troppe parole non servono.
L’edera cresce a gran velocità sapete e a volte non si riesce più a passare dove cresce rigogliosa.


Un giorno Michele non è riuscito più a entrare, la porta era stata coperta da una crescita improvvisa di edera, l’ha chiamata e ha pianto sull’uscio fino a sera, fino a che sua madre è venuta a prenderlo e baciandolo lo ha riportato a casa.
Dicono che Stella sia volata in cielo di notte e senza soffrire, si è addormentata sorridendo, forse pensava a Michele, e ha chiesto sì, alla creatura alata che la portava via,che in casa sua non potesse entrare nessuno più, che l’edera le facesse da eterno giaciglio e che Michele non la vedesse più.

E D E R A

Racconto

di

Astrid Scaffo

ASTRID SCAFFO, avvocato classe 1979, vive e lavora a Polesella (Rovigo), lettrice appassionata, cerca libri ovunque (biblioteche, mercatini, librerie…). Scrive dall’età di sei anni poesie e racconti. Ha partecipato a concorsi letterari. Una sua poesia è stata inserita nella raccolta “Parlami d’amore” a cura di  Sara Pira, ediz. Ex libris 2012. La poesia pubblicata si è classificata al 4° posto del Concorso letterario “L’incontro di ieri e di oggi” Divina Follia Edizioni VI edizione 2019 sez. A

Related Posts

Leave A Reply

Little Free Library - Marianna De Stefano

  • +39 398 345719
  • info@littlefreelibrary.it
  • via Aliperti n. 70 - 80039 Saviano (Na)
This error message is only visible to WordPress admins

Error: API requests are being delayed. New posts will not be retrieved.

There may be an issue with the Instagram access token that you are using. Your server might also be unable to connect to Instagram at this time.

Error: API requests are being delayed for this account. New posts will not be retrieved.

There may be an issue with the Instagram access token that you are using. Your server might also be unable to connect to Instagram at this time.