Educare al pensiero ecologico di R.Tiziana Bruno, ed. Topipittori.

acquerello di bambina

Un saggio per educare all’ecologia

Educare al pensiero ecologico di Rosa Tiziana Bruno, ed. Topipittori 2020 è un saggio rivolto a insegnanti, educatori ma anche genitori e diverse figure che lavorano con bambini e ragazzi.

Questo saggio è uno dei testi più completi che affronti il tema della necessità di promuovere, nei bambini e nei ragazzi, un pensiero ecologico.

Un pensiero che sia autentico.

Ovvero, che sia il frutto non di nozioni libresche, ma di un’acquisita consapevolezza di essere parte della natura, condividerne gli equilibri e le dinamiche.

L’autrice, Rosa Tiziana Bruno, è sociologa dell’educazione, insegnante e scrittrice di libri di per bambini e ragazzi.

In questo libro, di recente pubblicazione, nasce da una ricerca condotta da Rosa Tiziana Bruno in convenzione con l’Università di Salerno.

Propone un percorso, che definisce, il Fiabadiario, sperimentato nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria.

Educare al pensiero ecologico di R.Tiziana Bruno
foto di Marianna De Stefano

Educare al pensiero ecologico è crescere nella consapevolezza di essere parte della natura.

Il Fiabadiario è un itinerario, strutturato attraverso libri, lettura, scrittura autobiografica, associati all’osservazione della natura.

Un percorso, questo, che, invita gli alunni destinatari, ad un confronto sulla diversità e la relazione con l’altro.

In questo percorso mira a sviluppare in loro un’ “ecosaggezza“, ovvero l’intima consapevolezza del nostro profondo legame con la natura e con tutti i viventi che ne fanno parte.

Acquisire un’ecosaggezza è presupposto fondamentale per il nostro benessere, ma soprattutto per costruire relazioni sane con gli altri e con l’ambiente che ci circonda.

La relazione uomo-natura gioca nella nostra vita un ruolo fondamentale.

Quando la relazione è buona, influisce positivamente nella nostra vita mentale, fisica e spirituale, fungendo da antidoto alla crescente e generalizzata epidemia di disagio.

Non solo può giovare all’equilibrio interiore, ma influenza anche la capacità di apprendimento e le relazioni sociali, e stimola il senso etico.

Rosa Tiziana Bruno – Educare al pensiero ecologico, ed. Topipittori 2020

Tutta la comunità educante è chiamata alla costruzione di un percorso di ecosaggezza.

Per raggiungere questa consapevolezza, tuttavia, è necessario, innanzitutto, coinvolgere i differenti partecipanti a quella che l’autrice definisce “comunità educante”.

Questa è formata dalla scuola, ma anche dalle famiglie e da chiunque svolga un ruolo importante nella formazione dei ragazzi.

Rimeditare l’organizzazione della giornata dei bambini e ragazzi, in modo da prevedere del tempo da dedicare proprio al gioco libero all’aperto o da trascorrere a contatto con la natura, ad esempio, è un compito che spetta alle famiglie.

Il testo è molto interessante, perché corredato anche da indicazioni, bibliografie.

Può essere un valido strumento di lavoro per insegnati ed altre figure professionali che lavorano nella scuola e a contatto con i ragazzi.

Inoltre, è frutto di un accurato studio, una profonda ricerca, sviluppata da parte dell’autrice, attraverso la consultazione di numerose fonti.
Ma anche attraverso il confronto con esperti sui temi dell’infanzia, dell’ambiente e dell’educazione, raccolti nella parte conclusiva del libro.

Lo stile è snello, il linguaggio adoperato è semplice, diretto, e raggiunge il lettore senza difficoltà.

Che cos’è il Nature Deficit Disorder.

Tra i tanti concetti interessanti, approfonditi nel saggio di Rosa Tiziana Bruno, mi ha fatto riflettere molto, quello che viene definito come Nature Deficit Disorder.

Si tratta di una definizione, coniata a partire dal 2006, dal giornalista americano Richard Louve per indicare “l’insieme dei segnali che caratterizzano la condizione umana in assenza di contatto con la natura”.

Questi segnali indicano disturbi del comportamento che possono manifestarsi in vario modo nei bambini e ragazzi: deficit di attenzione, aggressività, apatia, iperattività e molti altri ancora.

Le recenti statistiche epidemiologiche stanno evidenziando un aumento considerevole della diffusione di questi disturbi. Soprattutto in bambini e ragazzi con uno stile di vita sedentario e che non prevede del tempo da trascorrere a contatto con la natura liberamente.

Perché educare al pensiero ecologico?
Perché un progetto di educazione alla coscienza ecologica dei bambini e ragazzi?

Innanzitutto per costruire un ambiente – classe sereno e coeso, che consenta di ottenere buoni risultati in termini di didattica.

Come evidenziato dall’autrice di Educare al pensiero ecologico, una buona relazione con la natura avrà effetti positivi sulla vita mentale e fisica dei ragazzi. La relazione con la natura influenza anche il loro apprendimento e le capacità relazionali.

Ma non solo.

La riscoperta del rapporto profondo che ci lega alla Natura e ai suoi equilibri, da parte dei più giovani, avrà effetti positivi duraturi anche sulla società stessa, perché incide profondamente sulle coscienze dei singoli che la compongono, e sulla loro capacità di costruire relazioni sociali sane.

Consulta l’elenco degli altri saggi Topipittori

Leggi la mia intervista a Rosa Tiziana Bruno

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