Francesco, il Divino, l’Amore. di Bartolomeo Di Giovanni

Ritrovo in Francesco il compimento dell’Amore, della coscienza libera, dell’essenza  dell’uomo.

Francesco passa dalla ricchezza materiale alla ricchezza dello spirito, grazie al sentimento che percepisce e che non potrà spiegare se non con le lodi verso la meraviglia della natura.

Francesco è la storia compiuta del Qohèlet (1) insieme al Cantico dei Cantici biblico. Da un lato, la saggezza, la consapevolezza che “tutto è vanità” e “c’è un tempo per ogni cosa”, che tutto sembra essere inutile, ma dobbiamo chiederci se Qohèlet sia “pessimista”, “realista” oppure un uomo disilluso…

E’ altro. Francesco comprende che esiste una legge (Dio) imprescindibile dalle “scelte umane”, dal volere dell’uomo che è sempre in corsa, ma tutto è fumo, il vero senso è la percezione interiore del divino, ecco realizzarsi dopo tante peripezie la conquista o, per dire meglio, la presa di coscienza dell’ Amore eterno, che inizia qui sulla terra per continuare aldilà della vita.

Oltre la vita, ha un senso Dio?

Oltre la vita sicuramente, parlando da un punto di vista scientifico, ci si trasforma, non sappiamo di un Regno se non lo sperimentiamo prima nel nostro Microcosmo, che è un riflesso Macrocosmico.

Sulamita ed il suo Amato si riconoscono come due enti che reciprocamente si respirano. Quindi, attraverso la presa di coscienza che la vita senza Grazia è nulla, attraverso il sentire l’Amore, si realizza il progetto enigmatico della esistenza.

Francesco e Chiara, trasvalutano il corpo e si vivono con i mezzi del corpo, in anima. Il guardarsi è il donarsi luce e scrutare l’uno l’essenza dell’altra, amore che non ha inizio né fine, ma comprensione e accoglienza dell’esserci.

Il percorso di Francesco.

Francesco lascia, non dimentica,  ed inizia pietra su pietra a restaurare la propria anima, com-prende il valore del donar-si e dell’accoglienza.

La scoperta dell’Essenziale, necessario per vivere, la collaborazione con chi ha lasciato tutto, ed il prosieguo amoroso con Chiara, fa sì che Francesco, affacciandosi dalla vetta della vita, si accorga che tutto fluisce, ma con gli occhi dell’Amore, e straripa la gratitudine verso il Divino per la preziosità di tutti gli elementi donati.

Quanti Francesco? Quanti Chiara? Il mondo potrebbe cambiare se iniziassimo a considerarci Schegge divine, completate dalle note di quella “follia” tanto declamata oggi, altro non è se non Amare…”

1- Qohèlet : participio femminile dall’Ebraico Antico. Il significato corrisponde a “colei che accoglie” o adunanza.

 

Questa riproduzione è autorizzata dall’autore gratuitamente e non a fine di lucro.

 

 Bartolomeo Di Giovanni (Theo Jhon#Scalzo44è nato a Palermo, laureato in Filosofia ed appassionato di Teologia ed Ermeneutica. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia e prosa, saggi di Pedagogia, Ermeneutica e Filosofia del linguaggio. Alcune sue opere sono state tradotte in Inglese, Olandese, Spagnolo. Si definisce Poeta Scalzo perchè “il poeta scalzo è colui che sente profondamente il contatto con la madre terra, con la vita, con la natura, talvolta passando sopra zolle di calcare da dove egli ne sente il respiro […]”. La sua pubblicazione più recente è Fotosintesi Itinerante, una raccolta di poesie, edita nel maggio 2018 da Rupe Mutevole. Se vuoi conoscerne la nostra recensione, leggila qui .

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Marianna De Stefano

Marianna De Stefano

Avvocato, appassionata di libri. Lettrice formata Nati Per Leggere. Dal 2016 favorisce il libero scambio dei libri attraverso la Little Free Library che si trova a Saviano (Na), alla via Aliperti 70. Promuove la lettura e la diffusione della cultura del libro . Redattrice de Il Club del Libro (http://www.ilclubdellibro.it/chi-siamo.html), collabora come guest writer con il sito di letteratura per l'infanzia www.milkbook.it Nell'estate del 2018, approfondisce la narrazione della fiaba partecipando a Modena al workshop intensivo sulla narrazione delle fiabe della tradizione, tenuto dall' Ass.ne Festival della Fiaba.

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