Gli struffoli di Aristofane, di Nino Leone, Langella Edizioni.

copertina libro sul natale a napoli

Gli Struffoli di Aristofane, scritto da Nino Leone, è pubblicato da Langella Edizioni, nella collana Passi d’ Autore, nel novembre di quest’anno.

racconti sul natale

Dopo Bozzetti Napoletani di Anne Charlotte Leffler, editi per la prima volta in italiano nella stessa collana, la casa editrice indipendente di Napoli, nata dalla omonima libreria di Port’Alba, pubblica questo nuovo volume che, a meno di un mese dalla sua uscita nelle librerie, sta già registrando una forte attenzione da parte dei media e dei lettori.

Un libro per assaporare l’atmosfera più autentica del Natale, ma non solo.

E’ un libro che consiglio di leggere non solo se avete voglia di immergervi nell’atmosfera autentica del Natale, legata alle tradizioni della terra vesuviana, di cui lo scrittore è originario, ma anche se siete lettori che amano lasciarsi portare in viaggio alla riscoperta dei luoghi che popolano i ricordi.

Sarà l’età, ma quando ci sono luoghi da visitare, non mi tiro indietro: trovo coinvolgente tornare là dove si è lasciato qualcosa, fosse pure una ciglia o un capello caduti accidentalmente.

Nondimeno, i luoghi mutano e spesso inquestionano la memoria.

E’ l’eterna battaglia tra quanto effettivamente fu e ciò che si ha, invece, piacere a vedere.

Gli struffoli di Aristofane, Nino Leone, Edizioni Langella.

Così ha inizio il primo dei sei racconti che compongono Gli Struffoli di Aristofane, dal titolo Scorze di Natale.

Gli struffoli di Aristofane: il Natale è un treno per il viaggio nella memoria.

Nell’ultimo lavoro di Nino Leone, medico e scrittore, nonché studioso di storia, è proprio il Natale a divenire il mezzo per intraprendere un viaggio nella memoria.

E questa spicca il volo velocemente, basta avere tra le mani il più piccolo ritrovamento, per scoprirsi proiettato indietro nel tempo.

La memoria, infatti, in questo libro, porta a rivivere la poesia del tempo dell’attesa della festa e a respirare i profumi natalizi di un antico giardino sulle pendici del Monte Somma, che sanno di mandarini e arance; ma ha anche il sapore dei dolci di una volta, fatti con gli ingredienti più semplici che erano nelle case, e che ci si concedeva solo a Natale, proprio come un dono prezioso.

Non solo, il viaggio nella memoria porta a rievocare una cena tra intellettuali in una vecchia osteria, alla presenza del grande Michele Prisco, fino a perdersi nelle descrizioni dei paesaggi rurali e aspri dell’inverno Lucano, affrontato per far visita ad un caro amico di gioventù.

Gli Struffoli di Aristofane: i ricordi non sono dolorosa nostalgia del tempo che fu.

Tutti i racconti sono piacevolissimi a leggersi, per il carico di emozioni che l’autore trasferisce al lettore attraverso la rievocazione del ricordo, che non è mai nostalgico, nel senso della sua accezione più dolorosa, anzi.

Il libro lascia un delicato buonumore, perché i ricordi, non sono rappresentati come episodi di un passato che non tornerà, ma come emozioni vive e palpitanti, che riaffiorano alla mente in modo imprevedibile, resi più dolci da quella combinazione tra “ciò che effettivamente fu e ciò che si ha piacere a vedere” .

Ho apprezzato tutto il libro, ma in particolare il racconto centrale della raccolta, dal titolo Gli scrittori non mangiano struffoli.

Gli scrittori non mangiano struffoli.

Questo racconto è dedicato al simposio nella spartana osteria di un paese vesuviano che, una sera di dicembre del 1992, ospitò, tra il gruppo di commensali, anche lo scrittore Michele Prisco.

L’autore, infatti, attraverso la descrizione dello scrittore napoletano, delle sue battute, del suo interloquire con gli amici intellettuali, tra i quali lo stesso Nino Leone, rivela, a noi lettori che siamo venuti parecchio dopo quegli anni a cui il racconto si riferisce, passaggi importanti dello scenario letterario napoletano, che caratterizzò gli anni cinquanta e sessanta.

Si tratta di dettagli preziosi, di cui, probabilmente, molti sono andati persi negli anni successivi e ora vivono solo nei ricordi, appunto, dei protagonisti del tempo che li hanno vissuti.

Il lettore, però, non cada nell’inganno di ritenere i racconti, tutti ed interamente, autobiografici. Come spiega lo stesso autore in una interessante intervista che vi invito ad approfondire,

Tutto ciò che si scrive esprime cose vissute.

Nessuno inventa mai niente dal nulla.

E gli scrittori, in particolare, sono tanto più bravi e capaci di catturare l’attenzione del lettore, quanto più lavorano a un puzzle che è ricco e variegato.

Nino Leone, intervista del 19/11/2020, rilasciata a Lisa Terranova su IlConfronto.eu

Buona lettura.

Una piccola dritta: se siete in cerca di un’idea regalo davvero bella, vi invito a visitare la pagina facebook dell’editore, che propone, in occasione del Natale, questo libro in un elegantissimo cofanetto regalo, dal contenuto molto partenopeo.

Leggi anche Libreria Langella: CASOMAICIPENSO!

Leggi qui l’intervista all’autore Nino Leone e all’editore Pasquale Langella.

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