Gunter Grass, Patrie-ed. Marotta&Cafiero.

Gunter Grass, Patrie, edizione Marotta&Cafiero

Gunter Grass, Patrie, recensione di Marianna De Stefano.

Patrie – vecchi razzismi e nuove xenofobie -, di Gunter Grass, ed. Marotta & Cafiero 2020, è una raccolta di brevi saggi dello scrittore tedesco, scomparso nel 2015.

L’editore napoletano, specializzato in narrativa civile, in questo libro, riporta all’attenzione dei lettori, all’interno della collana Le mosche bianche, sei saggi di Gunter Grass, apparsi per la prima volta in lingua originale tra il 1996 ed il 2003.

La veste grafica ed il formato dell'edizione di Marotta&Cafiero sono molto accattivanti

Il formato del libro, poi, è molto interessante e con una veste grafica davvero accattivante.

Libri per edificare coscienze.

Patrie ha le dimensioni che ricordano quelle di un piccolo mattone. Una scelta editoriale, questa, che lascia intendere il ruolo che possono avere i libri nel percorso di crescita civile e, soprattutto morale, dei singoli e della società.

Al suo interno, il colore delle pagine, che passano dal bianco al grigio più intenso, fino ad arrivare al nero con i caratteri stampati in bianco, guida nella lettura secondo un crescendo di argomenti che si fanno via via più scottanti, caricandosi dei toni più scuri.

“Il dovere di un cittadino è di tenere la bocca aperta.”

– Gunter Grass , Patrie, ed. Marotta&Cafiero –

Qualche notizia sull’autore.

Gunter Grass nacque in Polonia, a Danzica, nel 1927, ed è morto a Lubecca nel 2015.

Autore prolifico, oltre che scrittore, fu anche poeta, scultore e pittore. All’età di 15 anni decise di arruolarsi nell’esercito nazista come volontario, finendo prigioniero degli americani.

Dopo la guerra e la prigionia s’iscrisse all’Accademia di belle arti di Düsseldorf, coltivando anche la pittura e il disegno.

Nel 1960 si trasferì a Berlino. Ottenne il suo primo successo mondiale con il libro Die Blechtrommel, pubblicato 1959 (trad. it. Il tamburo di latta, 1962).

Gunter Grass, infatti, è uno degli autori più importanti della Germania del dopoguerra, premiato con il Nobel per la letteratura nel 1999.

E’ noto per la sua predilizione per temi realistici e per i toni immediati, ma anche per le sue posizioni controtendenza, scomode rispetto alla politica e agli eventi che caratterizzarono il suo tempo.

Per Gunter Grass, l’intellettuale deve schierarsi.

Nel libro l’autore affronta molti temi, e spiega con grande incisività, la propria posizione rispetto a ciascuno di essi.

Il suo è il punto di vista dell’intellettuale calato nel proprio contesto sociale, attento a valutare gli eventi, attraverso prospettive opposte rispetto a quelle dei più e senza mai risparmiare toni pesantemente sarcastici nei confronti dei politici del suo tempo.

In Patrie – vecchi razzismi e nuove xenofobie- vengono passati in rassegna l’unificazione tedesca post-caduta del muro di Berlino, ad esempio, ma anche l’educazione dei giovani, l’affermarsi di nuove destre radicali in Germania e, infine, il tema delle guerre, a chiusura del libro.

Grass mette in guardia, inoltre, dal propagarsi di nuovi razzismi, che destano una concerta preoccupazione che si possa ricadere, con inaspettata facilità, negli errori che hanno segnato indelebilmente la storia della Germania.

Insomma, lo scrittore Premio Nobel, in questo libro, sembra porsi una domanda che rimane sottesa dall’inizio alla fine e, al tempo stesso, la pone al lettore, allo stesso modo di come gli porgerebbe uno specchio.

E la domanda è : possiamo ritenere ancora saldi e ben radicati, nella nostra società, i valori democratici?

Un libro che solleva dubbi.

Grass, tuttavia, non fornisce risposte come fossero dogmi, avulsi da osservazione dei fatti e ragionamento; piuttosto, ingenera, in chi lo legge, il dubbio, che scardina certezze, ed induce alla riflessione.

Leggere questo libro è un eccezionale esercizio di allenamento del pensiero critico che, di certo, è fondamento di democrazia.

Non è un caso che, uno dei saggi centrali di questa raccolta si intitoli proprio Elogio del dubbio (Der lernende leher), e che l’autore ne discorra trattando il tema dell’educazione dei giovani.

Grass, infatti, sottolinea l’importanza di preparare le future generazioni, attraverso un’istruzione che si ponga, tra i suoi fondamenti proprio il dubbio, fino a sostenere che la scuola “può certamente vaccinare scolari e scolare con il principio Dubbio”.

Un libro che apre la mente: una vera “mosca bianca”.

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