Pino Imperatore e “Il Diavolo di Mergellina”: storia di uno scrittore e di due dipinti.

Nella splendida cornice del Museo Nazionale Archeologico di Napoli, si è svolta, nei giorni 5-6 e 7 ottobre, Ricomincio dai libri, la fiera del libro e dell’editoria della città di Napoli.

Direttore Editoriale di questa edizione, lo scrittore Lorenzo Marone e, tra i numerosi autori, intervenuti alla fiera per presentare le loro opere più recenti, Pino Imperatore .

Pino Imperatore

Lo scrittore partenopeo ha presentato, nell’occasione, il suo ultimo romanzo Aglio, olio e assassinoedito da DeA Planeta libri s.r.l., in un clima di familiarità e partecipazione con il pubblico presente, rivelando retroscena ed aneddoti curiosi a corredo della trama del romanzo e soffermandosi, in particolare, sul racconto di una leggenda, molto nota ai napoletani, quella de “Il Diavolo di Mergellina”. I napoletani, infatti, chiamano così il dipinto, realizzato da Leonardo da Pistoia nel 1542, raffigurante San Michele Arcangelo che calpesta il demonio e che si trova nella chiesa di  Santa Maria del Parto a Mergellina.

Napoli, la città più imprevedibile del mondo.

La città di Napoli è sempre di grande ispirazione per lo scrittore, che ne fa il luogo di ambientazione prediletto per i suoi romanzi. L’autore la definisce, proprio in questo ultimo lavoro, “la città più imprevedibile del mondo “.

La leggenda del dipinto di Leonardo da Pistoia ne è un’assoluta conferma . Lo stesso scrittore umoristico ha spiegato ai visitatori presenti che, scrivere di questa leggenda, nella quale il lettore del suo ultimo romanzo si imbatterà, è stata per lui stesso un’occasione per approfondire la conoscenza di vicende storiche, che lo hanno portato anche molto lontano da Napoli…

La leggenda ha origini molto lontane.

La storia racconta che questo dipinto venne commissionato da Diomede Carafa, vescovo di Ariano Irpino, vittima di un maleficio d’amore da parte di Vittoria Colonna D’Avalos,  perdutamente invaghitasi di lui, la quale, per conquistarlo, ricorse ad un sortilegio .

Pino Imperatore

Chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina

Rivoltasi ad una strega per ottenere una pozione magica, la giovane Vittoria cosparse alcune frittelle dolci con tale intruglio, offrendole, poi, da mangiare, come elemosina per i poveri, al vescovo, il quale, non appena ebbe assaggiato le incriminate “zeppolelle” cadde irrimediabilmente nell’incanto amoroso della bella Vittoria D’Avalos!

In realtà, la pratica di ricorrere a “fatture d’amore” pare fosse molto ricorrente nella Napoli dei protagonisti della leggenda, tant’è che Benedetto Croce nel suo libro Storie e leggende napoletane, descrive molto dettagliatamente proprio questo racconto popolare, il quale ha dato vita all’antico detto “Si bell e ‘nfam comm’ o riavule ‘e Margellina…”!

ET FECIT VICTORIAM, HALLELUIA!

Diomede Carafa, però, sempre secondo la leggenda, resistette con tutte le sue forze alla fattura di cui fu vittima e, alla fine, decise di rivolgersi, per liberarsi dall’insana passione, che ormai si era insinuata nella sua mente e nel suo corpo, per Vittoria D’Avalos, ad un monaco esorcista, il quale gli consigliò come uscire una volta per tutte da quella brutta faccenda.

Il monaco gli suggerì di commissionare un dipinto, raffigurante San Miche Arcangelo che scaccia il demonio, da realizzarsi con uno speciale balsamo che fosse da antidoto per il maleficio, ma il diavolo avrebbe dovuto avere il volto della fanciulla ammaliatrice.

E Diomede Carafa così fece. Ordinò che Leonardo da Pistoia realizzasse il dipinto, con questa iscrizione ET FECIT VICTORIAM, HALLELUIA, da custodirsi in un luogo sacro, ovvero la Chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina, luogo in cui Pino Imperatore ambienta un intero e cruciale capitolo del suo romanzo.

Ed è così, che Napoli, la città più imprevedibile del mondo, conserva uno degli esemplari dell’iconografia di San Michele più singolari, nel quale Lucifero ha le fattezze non di un repellente demonio, ma di una donna giovane e bellissima.

Pino Imperatore

Chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina

Il Diavolo di Mergellina non è un dipinto unico.

Se tutti i napoletani conoscono de “Il Diavolo di Margellina”, pochi di essi sanno che esiste una copia dello stesso, che venne fatta realizzare , sempre per volontà del Vescovo Carafa, per essere conservata molto lontano da Napoli,  ovvero nella terra di origine dell’ecclesiastico, l’Irpinia.

Il quadro, ha spiegato lo scrittore, che ha potuto ammirarlo da vicino,  dopo una lunga ricerca che lo ha condotto in visita di vari monasteri nella provincia di Avellino, presenta delle caratteristiche che lo differenziano da quello di cui si è sin ora raccontato: uno sfondo montano, anziché marino, la bilancia della giustizia che mantiene San Michele Arcangelo e ben tre corna raffigurate sul volto del demonio.

L’epilogo più interessante, però, è che questa seconda versione de “Il Diavolo di Mergellina” pare non goda di ottima salute, perché abbandonata in un vecchio deposito, a Bagnoli Irpino, in seguito al terremoto dell’80 e lì dimenticato sino a che il nostro scrittore ne ha fatto riscoprire l’antico valore sotto strati di polvere e fuliggine. L’opera, infatti, per espressa promessa di chi la custodisce istituzionalmente, verrà presto restaurata e riportata all’antico splendore, pari a quello della sua gemella di Mergellina.

ET FECIT VICTORIAM.

Se vuoi leggere altri articoli su Pino Imperatore, ti segnaliamo:

Quando un bambino legge di Pino Imperatore, illustrazioni di A. Di Sorbo. Edizioni Primavera

Pino Imperatore incontra i bambini che…leggono!

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Marianna De Stefano

Marianna De Stefano

Avvocato, appassionata di libri. Promuove la lettura e la diffusione della cultura del libro, attraverso laboratori per bambini ed incontri di lettura ad alta voce, oltre che organizzando eventi letterari . Se vuoi saperne di più sulla sua formazione su libri ed editoria e sulla sua attività di web writer, vai alla pagina CHI SIAMO.

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