Goodbye, Judith.

L’autrice per bambini più amata d’Inghilterra, ci lascia a 95 anni, nella sua casa di Londra.

La notizia è stata comunicata in questi giorni sulla pagina facebook ufficiale dell’autrice ed in quella della HarperCollins Childreen’s book, la storica casa editrice britannica, che ha pubblicato gran parte de suoi libri.

Autrice straordinaria, di meravigliose storie da lei stessa illustrate, Judith Kerr ha saputo conquistarsi l’affetto di generazioni di giovani lettori inglesi, prima, e di quelli di tutto il mondo, poi, attraverso personaggi indimenticabili, destinati a sopravviverle.

The Tiger who came to tea, Mog the forgettable cat sono solo alcuni dei personaggi che la scrittrice ha regalato ai giovani lettori .

Libri da proporre ai bambini e ragazzi come prime letture in inglese.

Consiglio di leggere i libri di Judith Kerr, soprattutto nella versione originale, in lingua inglese, perché si prestano ad essere un valido strumento per traghettare i bambini, fin dall’età prescolare, verso la lettura in lingua straniera che, come si sa, rappresenta uno dei modi migliori di apprendere meglio e più facilmente un diverso idioma.

I testi, infatti, sono semplici e snelli, facili da tradurre all’impronta, anche dagli adulti meno esperti, e corredati da meravigliose illustrazioni, che catturano l’attenzione dei giovani e giovanissimi lettori.

Le storie della Kerr sono ricche di metafore e stimolano l’immaginazione.

I protagonisti sono, quasi sempre, i bambini, trasposizioni dei  figli della stessa Kerr, che hanno ispirato i testi, oppure animali a lei familiari, come la gatta Mog, rappresentati nelle illustrazioni, da lei stessa realizzate fin anche negli ultimi tempi.

Gli adulti, presenti nei libri della Kerr, hanno sempre un ruolo molto positivo nello sviluppo delle storie, perché sostengono i bambini nel proprio percorso e vivono i loro stessi stati d’animo, anche se, a tinte meno intense.

Ecco in rassegna alcuni titoli.

The Tiger who came to tea.

Questa tigre ha già compiuto 50 anni!!! La prima edizione risale al 1968, ed è un vero classico della letteratura inglese per l’infanzia, venduto in nove milioni di copie, divenuto un classico della letteratura per ragazzi, tradotto in moltissime lingue e disponibile anche in italiano. Vi consiglio, però, di acquistarlo in inglese. La stessa autrice, nelle numerose interviste che ha rilasciato nel corso della sua vita, ha spiegato di aver inventato questa storia per sua figlia, quando aveva circa due anni, alla quale piaceva moltissimo fermarsi a guardare le tigri dello zoo, nelle sue visite con la madre.

The Tiger è grossa, a strisce e selvaggia (big, furry, stripy), come tutti i felini della sua specie, ma sembra ben educata, perché bussa alla porta di Sophie e chiede, molto gentilmente, ed in perfetto stile inglese, di poter prendere un thè con lei e sua madre.

E così ha inizio  l’avventura di Sophie e della sua famiglia, che non immaginano quanto l’appetito, dell’inaspettato felino, sarà difficile da calmare!!!

La tigre, infatti, se ne andrà solo quando avrà divorato tutte le scorte alimentari della casa, lasciando esterrefatte Sofie e sua madre, che non hanno idea di cosa potranno proporre al papà per cena, quando tornerà dal lavoro. Per fortuna, Londra è una città piena di posti in cui andare e consumare tante cose buone da mangiare e gli Inglesi non si perdono d’animo…

Da leggere per conoscere alcuni must della cultura inglese!

Un libro, questo,  che permette anche al lettore di conoscere alcuni must della cultura inglese, come il famigerato rituale del thè, di percepire lo spirito di accoglienza che, da sempre, nonostante tutto, caratterizza il popolo inglese, che non si fa cogliere alla sprovvista neppure dall’arrivo di una tigre molto affamata, che riesce a mantenere il proprio self control anche difronte all’inaspettata visita di una tigre molto affamata!

Una curiosità. Alcuni ritengono che, nel personaggio del felino protagonista, andrebbe riconosciuta la paura costante nell’infanzia dell’autrice, di origini ebree, nei confronti di qualcosa di terribile e spaventoso, che avrebbe cambiato per sempre la sua esistenza e quella della sua famiglia: Hitler ed il regime nazista, costrinsero i Kerr a lasciare la Germania e a vivere un lungo esodo che culminò in Inghilterra.

Consigliato di 4 anni .

Mog, The Forgetful Cat.

Come tradurreste il termine forgetful?  Beh, si potrebbe sicuramente in “distratto”, ma a me piace di più una traduzione che evidenzi la matrice di forget, cioè dimenticare, e che attinga, possibilmente, al patrimonio linguistico delle mie origini campane, e quindi, per me ed i miei figli, molto affettuosamente, Mog è la gatta… “scordarella”!!!

Distratta o dimentica che sia, Mog, che ha dato vita ad una lunga e amatissima serie, sono infatti, almeno 10 i libri che raccontano le sue avventure, non “comprende un sacco di cose, e molte altre non le ricorda” , riuscendo, per questo, a combinare un sacco di guai, perfino quando dorme.

Questa gatta, però, ha una capacità unica, riesce sempre a tirare fuori dai guai che combina, la sua famiglia, i Thomas, facendosi amare tanto anche per questo. Il personaggio, che si ispira ad una gattina dell’autrice, vissuta con lei molti anni, è irresistibile, i bambini adorano leggere le sue storie e conservano per questa gatta un affetto incredibile.

Una curiosità: se volete, non soltanto leggere di Mog, ma vederla “in carne ed ossa”, guardate questo video  del 2015 Mog’s Cristmas Calamity., potete scorgervi anche l’anziana autrice! La celebre catena di supermarket britannica, Saynsbury crea in 3D le fattezze animate della gatta Mog per il suo spot di Natale. Divertentissimo!

Consigliato dai 4 anni.

When Hitler stole pink rabbit .

Consiglio questo libro, disponibile, come tutti gli altri, anche nella versione tradotta in italiano ed edita nella collana Bur di Rizzoli, se si vuole affrontare il tema della Shoa con i bambini, senza travolgerli con la disperazione delle storie di chi l’ha vissuta fin dentro i campi di concentramento.

Quando Hitler rubò il Coniglio Rosa, infatti, racconta l’esodo di una famiglia, costretta a lasciare improvvisamente la Germania, all’alba della ascesa al potere di Hitler, visto dagli occhi innocenti di una bambina di poco più di dieci anni, la quale, inspiegabilmente, scopre di essere diversa dal resto della società in cui vive, perché ebrea, sebbene i suoi non siano religiosi.

Nella lunga prefazione a questo romanzo, presente solo nella versione in lingua originale, Judith Kerr spiega della sua scelta di scrivere, attraverso i personaggi di Anna e la sua famiglia, della sua storia personale perché i suoi figli potessero conoscerla.

Una storia di amore per la vita.

Nata a Berlino da una famiglia ebrea, la scrittrice, all’età di undici anni, fu costretta a lasciare la Germania nel 1933, durante l’ascesa di Hitler al potere. Le sue origini di ebrea tedesca, la fuga dalla sua città natale, le difficoltà di una nuova vita da ricostruire prima a Parigi, e poi, finalmente a Londra, verranno narrati nel libro When Hitle stole pink rabbit (Quando Hitler rubò il coniglio rosa),  che ha un seguito di altri due, e che diverrà un best seller, attraverso il quale la scrittrice diviene nota in tutto il mondo.

Il libro, edito per la prima volta nel 1971, ed in Italia nel 1976 da Rizzoli per la collana Bur, ha avuto un successo mondiale ed è stato, in Germania, inserito nei programmi scolastici.

La storia di Anna è una storia di salvezza, non senza sofferenza, di speranza, di amore per la vita, che l’orrore del nazismo non riusciranno mai a smorzare. E’ la storia di una bambina che ce la fa, anche se è costretta a perdere un po’ della sua infanzia, è questo il senso del coniglio rosa che viene rubato da Hitler e che dà il titolo alla storia, che soffre per la lontananza del padre, spinto a fuggire prima di tutti perché era un intellettuale apertamente in contrasto  con il regime, ma che riesce a scorgere nella vita stessa, il proprio senso, al di là di quanto possa accadere.

Consigliato da otto anni.

Mummy Time.

 

 

 

L’ultimo albo scritto ed illustrato da Judith Kerr, edito da HarperCollins Childreen’s book nello scorso autunno, è Mummy Time, una storia completamente nuova e molto attuale sul rapporto tra madre e figlio, una riflessone sul tempo da trascorrere insieme.

Se volete leggere la mia recensione completa di questo libro, cliccate qui.

Nelle sue interviste, l’autrice ha spiegato come, “le persone abbiano perso la capacità di meravigliarsi, di guardare lo spettacolo della vita che avviene attorno a loro” , Il tempo con mamma (Mummy Time) è un delicato invito, rivolto proprio agli adulti, a saper cogliere tutte le occasioni che abbiamo per non perdere questa capacità. Vivere del tempo insieme ai nostri bambini, riuscire a guardare il mondo attraverso i loro occhi, è una straordinaria scoperta, sempre nuova.

Thank you, Judith. Goodbye.

 

 

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Marianna De Stefano

Marianna De Stefano

Avvocato, appassionata di libri. Lettrice formata Nati Per Leggere. Dal 2016 favorisce il libero scambio dei libri attraverso la Little Free Library che si trova a Saviano (Na), alla via Aliperti 70. Promuove la lettura e la diffusione della cultura del libro . Redattrice de Il Club del Libro (http://www.ilclubdellibro.it/chi-siamo.html), collabora come guest writer con il sito di letteratura per l'infanzia www.milkbook.it Nell'estate del 2018, approfondisce la narrazione della fiaba partecipando a Modena al workshop intensivo sulla narrazione delle fiabe della tradizione, tenuto dall' Ass.ne Festival della Fiaba.

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