La morte non mi ha voluta, di Y. Mukagasana.

Tra i libri da non perdere questa stagione, si colloca a pieno diritto

La morte non mi ha voluta di  Yolande Mukagasana, pubblicato lo scorso novembre da Marotta&Cafiero.

L’editore napoletano, notoriamente specializzato in narrativa civile, ripropone questo libro – edito per la prima volta in lingua francese nel 1997 ed italiana nel 1999 – nell’ ambito della collana diretta da Rosario Esposito La Rossa, Le zanzare.

Si tratta di una collana dedicata a libri che affrontano temi d’inchiesta, destinati a restare “nella testa” del lettore, “pungenti, scomodi e che non se ne vanno mai” (cit. Marotta&Cafiero).

Un libro, in questa nuova edizione, riproposto in una veste grafica molto interessante, curatissima, arricchita all’interno da suggestive immagini e citazioni a piena pagina, che catturano l’attenzione del lettore al pari della storia, e capaci di trasmettere, da un punto di vista estetico, oltre che di contenuti, l’attualità dei fatti narrati.

Un libro che resta nella mente del lettore.

La Morte non mi ha voluta di Y. Mukagasana è decisamente tale, ma prende anche l’anima di chi lo legge, sedimentandosi nei pensieri per molto a lungo.

Il lettore partecipa agli eventi narrati, i quali, pur non avendovi assistito in prima persona, alla fine del libro, gli apparterranno nella stessa viscerale misura, in cui hanno fatto parte della vita di chi li ha raccontati.

La storia.

La storia, scritta da Patrick May, al quale Yolande Mukagasana affida il suo racconto, è la testimonianza di una donna tutsi che attraversa il genocidio del Ruanda nel 1994.

Yolande è un’infermiera, una donna emancipata, ed è sulla lista nera degli Hutu, l’altra delle tre etnie che compongono la popolazione del Ruanda.

Gli Hutu la braccano per ucciderla. Yolande scappa nella foresta con i suoi tre bambini ed il marito. Ogni notte, a colpi di machete, migliaia di Tutsi vengono massacrati, ma lei, grazie al suo spirito indomito, alle circostanze fortunate, all’aiuto di chi le vuole bene, riesce a salvarsi e, alla fine, dopo ricomincerà a vivere.

Perché leggere questo libro.

Questo è un libro che consiglio di leggere per diversi motivi.

Innanzitutto, per conoscere la storia di “Muganga”, “colei che cura”, ovvero Yolande Mukagasana, e dei fatti terribili della storia recente del popolo ruandese, di cui il libro è una testimonianza diretta.

Ma anche per apprezzare la narrativa contemporanea africana.

La morte non mi ha voluta, infatti, sebbene sia il frutto di vicende autobiografiche, non è un freddo reportage.

Ha una forza letteraria propria, grazie alla quale le vicende dei fatti narrati, e realmente accaduti, si fondono con lo sviluppo della storia, concorrendo a delinearne i personaggi , nella complessità di ciascuno e nel contrapporsi delle mutevoli condizioni esistenziali che ognuno di loro affronta.

Yolande Mukagasana, anche chiamata “Muganga”, è testimone e protagonista dei fatti che racconta attraverso il suo libro, ma è anche il personaggio di una storia, che custodisce un messaggio importante per il lettore: il senso della vita è nella vita stessa, nonostante tutto.

Credo che questa sia la vera forza, la potenza letteraria di “Muganga”, ed il senso profondo di questo libro.

La morte non mi ha voluta

Yolande Mukagasana

edizioni: Marotta&Cafiero

collana: Le Zanzare

pagine: 250 prezzo di copertina: euro 15,00

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