La porta sul mare, di J. N'Diaye.

Traduttore: Gaia Amaducci Editore:Marotta e Cafiero

Collana:Le zanzare Anno edizione: 2019 Pagine: 112 p., Rilegato, prezzo copertina euro 13,00

Se amate leggere libri di impegno sociale, o se volete sperimentare questo tipo di letture, vi consiglio La porta sul mare, di Joseph N’Diaye, ed. Marotta&Cafiero 2019.

L’ autore.

Joseph N’Diaye, scrittore senegalese scomparso nel 2009, oltre che autore di questo libro, è stato anche il curatore del Museo della schiavitù, che si trova attualmente a Gorée, isola poco distante da Dakar, in Senegal.

Dal 1978, Gorée è patrimonio dell’UNESCO perché conserva le tracce indelebili di un passato doloroso e terribile: dal XV al XIX secolo, infatti, è stato il più grande centro di commercio di schiavi che, dalla costa africana, venivano portati nelle Americhe a lavorare nelle piantagioni, di caffè, di cotone, di canna da zucchero; cioè di tutti i prodotti che alimentarono il fiorente commercio tra il vecchio ed il nuovo continente.

Il Museo della schiavitù.

Quello che oggi è il Museo della Schiavitù è stato un edificio dal quale sono passati milioni di africani, strappati alla loro terra d’origine per essere venduti, acquistati e portati nelle Americhe, affrontando un viaggio lunghissimo ed in condizioni disumane, durante il quale molti di loro morirono per le terribili sofferenze.

Museo della schiavitù, isola di Gregorée

Gli imbarchi dall’isola di Gorée terminarono solo nel 1848, anno della terza rivoluzione francese e della definitiva abolizione della schiavitù nei territori francesi.

La porta sul mare.

La parte, dell’ edificio del Museo della Schiavitù, più evocativa del passato di orrore che custodisce l’isola di Gorée, è un’apertura verso il mare, “La porta sul mare”, da cui prende il titolo il libro; ovvero il passaggio, attraverso il quale, gli schiavi venivano fatti imbarcare sulle navi che li avrebbero strappati per sempre alle loro esistenze.

La storia.

Ndioba ha dodici anni e vive con la sua famiglia sull’isola di Gorée.

La giovane sta aiutando la madre a preparare il loro pasto, il padre ed il fratello si sono allontanati per andare a pesca. Sembra uno dei tanti giorni ordinari che hanno scandito sino a quel momento l’esistenza di Ndioba. Ma, invece, tutto cambierà di colpo e per sempre, perché giungono sull’isola degli uomini mai visti prima, pallidi, con in pugno armi sconosciute. Le capanne bruciano, molti degli abitanti del villaggio di Ndioba saranno uccisi per mano dei guerrieri bianchi e la giovane e sua madre, ridotte in schiavitù.

La porta sul mare, la schiavitù spiegata ai nostri figli.
J. N’Diaye , ed. Marotta&Cafiero 2019

Attraverso il racconto delle vicende del personaggio di Ndioba, l’autore, che si rivolge ai più giovani, con un evidente intento didattico, descrive tutte le tappe, della “terrificante impresa di disumanizzazione” (cit.), che avrebbero trasformato uomini nati liberi in schiavi.

Perché leggere questo libro.

Questo libro è da leggere per tenere viva la memoria sugli accadimenti narrati, per comprendere l’importanza di tenere sempre alta l’attenzione sui percorsi e le cause che hanno portato all’orrore della schiavitù.

E’ un accorato appello dell’autore alle nostre coscienze, affinchè possiamo respingere ogni forma di discriminazione derivante da pregiudizi razziali, formulati per dare una giustificazione alla riduzione in schiavitù di un uomo da parte di un altro uomo.

Il libro, però, è anche un invito a farci delle domande scomode, e a guardare la schiavitù del popolo africano non come qualcosa di lontano e slegato dal nostro presente di occidentali, piuttosto come la spiegazione ai molti problemi attuali che queste popolazioni continuano ad affrontare.

La storia non è un insieme di eventi slegati tra di loro.

Il libro spiega molto bene che la storia non è un susseguirsi di eventi slegati tra loro, ma che tutto ciò che accade è destinato ad avere ripercussioni notevoli nello svolgimento degli eventi futuri.

La tratta negriera sconvolse profondamente la compagine del continente africano ed ingenerò violenti scontri culturali tra popoli che non hanno trovato mai la composizione .

La porta sul mare, la schiavitù spiegata ai nostri figli.
J. N’Diaye , ed. Marotta&Cafiero 2019

Credo che il messaggio di questo libro e del suo autore, che dedicò la sua vita affinché la tratta negriera non fosse dimenticata, sia tutto contenuto nelle pagine finali.

“La mia intenzione non è quella di perpetuare rancori e ancora meno l’odio, ma di spiegare a voi, figli del mondo, che occorre sempre stare all’erta.

Le lotte per la libertà non finiscono mai.” (cit. J. N’Diaye)

Le chicche dell’editore.

I libri di questo editore sono molto curati anche dal punto di vista della grafica. Il testo è corredato da fotografie pubblicate a piena pagina, in bianco e nero che, fondendosi con il testo, regalano al lettore la sensazione di immergersi completamente nel racconto.

La porta sul mare, la schiavitù spiegata ai nostri figli.
J. N’Diaye , ed. Marotta&Cafiero 2019

In più, il libri, oltre ad essere in formato audibile su spotify, sono corredati da una colonna sonora dai brani ricercati ed adatti al contesto narrativo del libro.

Ho apprezzato davvero molto la colonna sonora di questo libro, che contiene brani, fra cui Strange Fruit di Nina Simone, in particolare, e Little girl blu, in una bella versione di Laura Mvula, che mi ha portato dalla protagonista della storia, mentre l’ascoltavo.

La proposta editoriale di Marotta&Cafiero è innovativa, giovane, fruibile su più livelli e mai difficile, anche se affronta temi serissimi e scomodi: una vera “esperienza di lettura”.

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