Le onde. Virginia Wolf.

Recensione di Astrid Scaffo.

La trama.

Questo libro è un concerto polifonico di recitativi.

L’autrice descrive il corso del sole durante una giornata, che rappresenta la vita umana, dalla nascita alla morte.

Poi, il racconto è affidato alle voci di sei personaggi, che parlano in prima persona, con la tecnica del monologo interiore, metodo espressivo tipico della Wolf.

Susan, carnale, rappresenta la donna madre; Rhoda è fragile, isolata; Jinny seduttiva, fisica, tre donne, cui corrispondono altrettanti personaggi maschili, Neville poeta mancato, inquieto; Louis solido, in ascesa; Bernard aspirante scrittore che si interroga sulla scrittura e sulla vita.

I personaggi sono immersi in una natura partecipe, che alterna la vita alla morte. A Bernard spetta il compito della sintesi finale della sua esistenza e di quella degli altri personaggi in un monologo drammatico ed efficace in cui sfida la Morte.

“La voce umana ha una qualità disarmante (non siamo soli, siamo una cosa sola)”

– V. Wolf

Qualche curiosità.

Virginia Woolf considerava questo libro come il suo capolavoro, tanto da scrivere, nel suo diario, che non escludeva che le onde potessero essere state scolpite “nella volta del cielo”.

Ma scriveva anche, in data 07 gennaio 1931 :

“è scritto a così alta pressione che non posso leggerlo di seguito fra il tè e il pranzo; posso lavorarci soltanto un’ora circa”.

Il personaggio di Percival, probabilmente, rappresenta il fratello di Virginia, Thoby, morto prematuramente nel 1906, al ritorno da un viaggio in Grecia, mentre Rhoda e Bernard sono più autobiografici, quest’ultimo, in particolare.

Virginia Woolf fu molto vicina ai movimenti femministi nell’Inghilterra degli anni 1910-1920 e sostenne le lotte delle donne inglesi per ottenere il diritto di voto, l’accesso all’Università e alle carriere.

Incoraggiò la scrittura femminile. Il libro “Una camera tutta per sé”, fu scritto a seguito di due conferenze che tenne nel 1928 dinanzi alle studentesse di Cambrigde, alle quali consigliò di porsi, quale obiettivo, quello di raggiungere un’indipendenza economica e, appunto, “una stanza per sé” nella quale poter scrivere.

“Perché io ho molte più identità di quanto pensi Neville. Non siamo semplici come ci vorrebbero i nostri amici per venire incontro ai loro bisogni. Eppure l’amore è semplice”.

– V. Wolf

Perché leggere questo libro.

Virginia Woolf fu una scrittrice rivoluzionaria e per il modo e per i contenuti. Autrice sensibilissima, modificò profondamente la concezione stessa del romanzo: non più e non solo inteso come “storia” ma come disvelamento dell’animo dei personaggi.

In quest’opera, tale sua caratteristica, ovvero l’assenza di trama a favore dell’introspezione, raggiunge il suo massimo.

Un libro che induce alla riflessione sul senso della vita.

“Le onde” non è un libro di azione, ma induce alla riflessione sul senso di sè e della vita. Tutto è simmetrico, i personaggi, che si compensano tra loro, si fondono e danno origine a una musica.

Notevole e interessante la diversa reazione dei personaggi alla notizia della morte di Percival, amico comune. In particolare, i tre personaggi femminili, così diversi, Susan materna, Jinny seduttiva e Rhoda infelice, sono resi nelle loro differenze in modo magistrale.

Il testo risente molto della situazione psicologica dell’autrice, che morirà suicida e, in alcune parti, risulta di lettura non agevole. Pur essendo breve, poco più di duecento pagine, necessita di una lettura a piccole dosi per essere compreso appieno e apprezzato.

“se vengo dal Canada o dall’Australia, io che desidero sopra ogni cosa essere accolto con amore, sono uno straniero, un estraneo. Io che desidererei sentir richiudere sopra di me le onde protettrici dell’ordinario”.

– V. Wolf

Per proseguire nella lettura.

Di seguito, se volete leggere altri titoli della stessa autrice, vi suggerisco:

  • Gita al faro.
  • Scrivi sempre a mezzanotte-lettere d’amore e desiderio, l’epistolario che Virginia Wolf intrattenne con l’amica e amante Vita Sackwille-West, edizione Meledonzelli, a cura di Elena Munafò.
  • Cercando Virginia, di Elisabetta Bricca, edizioni Garzanti.

Recensione di Astrid Scaffo.

ASTRID SCAFFO, avvocato classe 1979, vive e lavora a Polesella (Rovigo), lettrice appassionata, cerca libri ovunque (biblioteche, mercatini, librerie…). Scrive dall’età di sei anni poesie e racconti. Ha partecipato a concorsi letterari. Una sua poesia è stata inserita nella raccolta “Parlami d’amore” a cura di  Sara Pira, ediz. Ex libris 2012. La poesia pubblicata si è classificata al 4° posto del Concorso letterario “L’incontro di ieri e di oggi” Divina Follia Edizioni VI edizione 2019 sez. A.

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