Perché l’estate è la stagione perfetta per leggere poesia.

leggere poesie d'estate

Perché leggere poesia proprio d’estate? Vi racconto perché la bella stagione è il momento dell’anno più adatto per leggere poesia.

Leggere poesia  è più raro che dedicarsi alla narrativa. La poesia, tuttavia, è la forma di letteratura più antica e nella quale, probabilmente, affondano le radici di tutti gli altri generi letterari.

Pensiamo, ad esempio, agli antichi poemi omerici, oppure alle “canzoni” dei trovatori, forme di letteratura, spesso nate dall’oralità, che seguono gli schemi della poesia.

Rime, assonanze, schemi ritmici e figure retoriche, che sono esistiti per millenni fino a oggi, ed hanno permesso ad un patrimonio letterario straordinario di giungere e conservarsi fino ad ora.

Eppure, i libri di poesia – benché rappresentino un’ottima proposta editoriale e, spesso, le collane dedicate a questo genere, siano dei veri e propri fiori all’occhiello delle case editrici – non sono quasi mai ai vertici delle classifiche dei libri più venduti.

Leggere poesia: perché dovremmo farlo di più.

Non tutti sanno, inoltre, che leggere poesia ha effetti benefici sulla nostra mente. L’Università di Exeter (Regno Unito), infatti, nel 2013 ha scoperto che il nostro cervello riconosce la poesia come fosse musica e la elabora in maniera affine. (fonte bustle.com)

Secondo questo studio, perciò, la poesia ha sul nostro cervello l’effetto emotivo della musica, e cioè favorisce l’empatia, l’introspezione e la riflessione.

Non è chiaro, però, se questa familiarità tra musica e poesia, per il nostro cervello, dipenda dagli schemi ritmici, oppure dal forte contenuto emozionale, che caratterizza i versi rispetto alla prosa.

Aldilà di tali evidenze scientifiche, credo che leggere poesia possa aiutarci a sviluppare le nostre capacità empatiche nei confronti di ciò che ci circonda e, soprattutto, ci permetta di comprendere meglio noi stessi, favorendo l’introspezione.

Infine, credo che la poesia possa aiutarci a sentirci meno soli, soprattutto nelle difficoltà, perché ci mostra che il nostro stato d’animo, nel disagio, può essere comune a molti, fino ad essere universale.

La poesia partecipa di ogni cosa proibita dalla coscienza – ebbrezza, amore – passione, peccato – ma tutto riscatta con la sua esigenza contemplativa, cioè conoscitiva.

Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, Einaudi.

Perché leggere poesia soprattutto d’estate?

Perché, allora, la bella stagione potrebbe essere il momento ideale per dedicarsi alla lettura di poesia?

Credo, innanzitutto, perché la lettura della poesia implichi una vera e propria predisposizione dell’animo, che presuppone calma, tranquillità e tempo a disposizione da dedicare.

In estate e, soprattutto, nel tempo delle vacanze, potremmo avere tutti questi elementi che ci permettono di avvicinarci alla lettura della poesia. E’ per questo che, se non siete divoratori di raccolte di questo genere, vi consiglio di sperimentare la lettura di poesie durante le vostre vacanze estive.

Inoltre, d’estate, complice la voglia di libertà, di aprirci al mondo, siamo più predisposti a ciò che è nuovo, ma anche più attenti a ciò che ci circonda. La poesia, perciò, potrebbe fornirci una straordinaria chiave di lettura dello stato d’animo che viviamo in relazione a tutto ciò che ci circonda.

Accendere una lampada e sparire

Questo fanno i poeti

Ma le scintille che hanno ravvivato

se vivida è la luce durano come i soli.

Emily Dickinson

E allora? Vi ho convinto ad aggiungere un bel libro di poesia alla vostra summer reading list?

Sì, ma non sapete da quale cominciare? Niente paura, vi aiuto io! Sennò che ci sto a fare!

Alcuni libri di poesia per cominciare e non smettere più.

Pavese, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

Questa raccolta di poesie Verrà la morte e avrà i tuoi occhi è stata pubblicata nel 1951, a seguito del suicidio di Cesare Pavese. La poesia, contenuta in questa raccolta e dall’omonimo titolo, racconta ed esprime il dolore scaturito dalla delusione amorosa patita dal poeta per l’attrice americana Constance Dowling.

La raccolta di poesie comprende dieci componimenti, di cui otto in italiano e due in inglese. Le poesie sono state tutte scritte tra l’11 marzo e il 10 aprile del 1950 a Torino. Furono ritrovate tutte tra le sue carte dell’autore dopo la sua morte. 

Consiglio di leggere questa raccolta per l’intensità, ma anche per l’incredibile delicatezza dei versi che hanno reso Cesare Pavese uno dei più grandi poeti italiani del novecento.

Franco Arminio, Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di terra.

Franco Arminio, poeta contemporaneo nato e che vive attualmente a Bisaccia (Av), ha raccolto in quest’opera una parte della sua sterminata produzione in versi. La prima sezione è un omaggio al paesaggio e ai paesi che Arminio racconta da anni nei suoi libri in prosa. La seconda ci presenta una serie di poesie amorose, in cui spicca il suo acuto senso del corpo femminile.

Consigliato, a chi inizia ad approcciarsi alla poesia, per l’immediatezza dello stile e la semplicità delle descrizioni paesaggistiche che portano alla scoperta di posti del nostro Paese, molto spesso dimenticati dalle rotte turistiche, ma non per questo meno meritevoli di essere conosciuti ed apprezzati.

Costantino Kavafis, Poesie scelte.

Ultimo di nove figli, Costantino Kavafis è nato il 29 aprile 1863 ad Alessandria d’Egitto, dove morì nel 1933, da una famiglia originaria di Costantinopoli.

A Costantinopoli, allora capitale dell’Impero ottomano, dove ancora erano presenti le memorie del passato bizantino, Kavafis intreccia amicizie ed esordisce in poesia. Kavafis era uno scettico che fu accusato di attaccare i tradizionali valori della cristianità, del patriottismo, e dell’eterosessualità, anche se non sempre si trovò a suo agio nel ruolo di anticonformista.

Pubblicò 154 poesie, spesso ispirate all’antichità ellenistica, romana e bizantina, ma molte altre sono rimaste incomplete o allo stato di bozza.

Autore che va assolutamente letto!

Se vuoi leggere una tra le più belle poesie di questo autore greco, ti consiglio il mio articolo Itaca, la poesia sul valore del ritorno

Gianni Ritsos, Erotica

Questa raccolta, pubblicata dall’editore Crocetti, specializzato in pubblicazioni di versi, in particolare di autori greci contemporanei – Nicola Crocetti, tra l’altro ha vinto quest’anno il prestigioso premio La Lettura assegnato al miglior traduttore dell’anno – è composta da poesie che celebrano l’amore.

L’autore, poeta greco contemporaneo, porta con sé e nei suoi versi, tutto il poderoso mito greco, ma riesce a parlare all’anima con straordinaria delicatezza, e altrettanta carnalità.

L’amore, per questo autore, è palpabile, fisico, nel suo concreto manifestarsi ovunque attorno allo sguardo del poeta.
Consiglio Erotica come inizio di un percorso alla scoperta di Ghiannis Ritsos, che va assolutamente letto. Poi, non si potrà fare a meno di leggere tutto il resto.

Baudlaire, Le fler du mal.

La prima edizione dei “Fiori del male” (giugno 1857) fu sottoposta a processo per oltraggio alla pubblica morale: sei poesie furono condannate ed espunte dal testo. Seguirono altre due edizioni, una nel 1861, l’altra, postuma, nel 1868. Il libro di Baudelaire è emblema della poesia moderna. Dolce e atroce, nei suoi versi accoglie il profumo degli angeli e il suono della metropoli, la seduzione della bellezza e la miseria del declino, l’azzurro di lontananze inattingibili e il tedio della ripetizione. Dà forma al grido delle passioni e al gelo dell’esilio, alle ferite dell’amore e al sapere amaro del viaggio.

Un autore, che non può non essere letto almeno una volta nella vita.

Se volete avere un assaggio dei versi del “poeta maledetto”, leggete la sua Le Chat

E se avete voglia di leggere subito dei versi, vi suggerisco di visitare questo sito alla pagina Poesia

Vi consiglio, inoltre, di visitare il sito di Crocetti Editore, specializzato in questo genere. Acquistate in libreria, però, oppure on line attraverso il sito bookdealer

La poesia è il salvagente

cui mi aggrappo

quando tutto sembra svanire.

Quando il mio cuore gronda

per lo strazio delle parole che feriscono, dei silenzi che trascinano verso il precipizio.

Quando sono diventato così impenetrabile

che neanche l’aria

riesce a passare.

Khalil Gibran

Buona lettura e buona estate!

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