Di te, di me. Racconto di Annamaria Cordasco

DI TE, DI ME

Lettere trovate in un libro

Mariano Comense, 3 dicembre 19..

Vi presentiamo Lettere trovate in un libro. Lettere dense di passione.

Cara Rossella,

come stai? Metto tutto il mio cuore in questa domanda, che tu possa cogliere l’interesse profondo che la anima, il senso di appartenenza, e possa farsi più sottile, fino a sparire del tutto, quella membrana che inevitabilmente separa me e te, come esseri autonomi, dotati di una propria individualità. Io getterei via la mia individualità, che ho difeso e coltivato per tutta la vita, per poter essere tutt’uno con te, fino alla morte. T’immagini, vivere insieme e morire insieme, incuranti delle temperie della vita?

Manchi. So che stai facendo qualcosa di veramente importante, perché l’occasione della vita è arrivata proprio adesso. In verità non riesco a rassegnarmi alla tua assenza. È il contrappasso: io che ho avuto tante donne, anche contemporaneamente, devo languire al pensiero di te. Ti informo di questo potere su di me, fanne buon uso, torna. Sono sicuro che ne sarebbero felici tutti gli dei che presidiano l’amore.

Tuo

Achille

Londra, 14 dicembre 19..

Ciao Achille,

ti rispondo su un piede solo, aspettando di prendere un aereo che mi porterà in un altro continente. Hai ragione, il mio lavoro in questi ultimi tempi mi prende molto e ti confesso che la cosa mi piace. Non lascerei il mio lavoro per nulla al mondo, specie ora che mi dà tante soddisfazioni. Per quanto riguarda te, Achille, perdona la mia schiettezza, ma non riconosco nella nostra storia quei tratti di unicità che vorresti darle. Non mi sento pronta per una storia, Achille, né con te né con altri. Spero che tu questo possa capirlo. Non ricordo neppure il tuo volto. Il mio lo ritrovo al mattino davanti allo specchio, ho l’agio di ricordarlo e di ritrovarlo uguale a sé. Il tuo, invece?

Voglio raccontarti una storia, perché tu non pensi che io sia senza cuore.

Tutte le mattine, sul tragitto che compio per andare a lavoro, quando sono nella mia città, attraverso un parco rigoglioso, che però in questo periodo va spogliandosi. Io ci passo molto presto, verso le sette e mezza, e per quanto sia concentrata sulla giornata da affrontare mi lascio incantare dalle piante, dagli alberi dai fusti slanciati, dalle foglie multicolori, dal laghetto che c’è al centro. C’è un tratto particolarmente esposto, in questo periodo di dicembre: gli alberi si diradano, spogli, e da tutti i lati è possibile vedere il parco estendersi, immaginando che prosegua all’infinito. Quando arrivo in quel punto, mi fermo un momento, aspettando qualcosa. Qualcosa di magico, di speciale, un’epifania che tocchi solo me.

Ebbene, due mattine fa qualcosa è successo. Ero di corsa, naturalmente, però ho rallentato, guardandomi attorno. Improvvisamente un cerbiatto è comparso a due metri da me. Non saprei dirti da dove veniva, avevo gli occhi bene aperti ma non l’ho visto avvicinarsi. Era lì, senza che fosse chiaro come fosse arrivato. L’aria tutta intorno era ovattata, di un chiarore quasi spettrale. Era scesa una nebbiolina che circondava ogni cosa, rendendola partecipe di un’altra vita, più misteriosa, lontana. Non ho osato fare un passo, nel timore che l’animale fuggisse. Invece è stato lui ad avvicinarsi. Ha fatto due passetti, poi ha proteso il muso, come aspettandosi di essere accarezzato. Io l’ho fatto. L’ho accarezzato, piano, trattenendo il fiato. Dopo un lungo istante si è girato ed è andato via, scomparendo velocemente alla mia vista.

Ho portato con me per tutto il giorno la sensazione che fosse successo qualcosa di eccezionale. Non sapevo neppure che in quel parco si potessero incrociare simili animali. Tuttavia, non ho voluto indagare oltre, per non spezzare l’incantesimo. Il mio pensiero tornava sempre a quel momento, in cui ho sfiorato il suo muso ed è passata a me un’energia nuova, che mi parlava di mondi lontani, distanti galassie da noi. In quel momento ho percepito la presenza di qualcosa di più grande di me e di te, un’esperienza cosmica. Quel giorno non ho mangiato.

Era come se mi fossi nutrita abbondantemente con qualcosa che non sapevo quantificare, ma che era più appagante di una pagnotta di pane appena sfornata. Al rientro non sono passata dal parco: ho fatto un altro percorso, che lo costeggia dall’esterno. Ad oggi, non ci sono ancora ritornata. Mi sembrerebbe di violare quanto c’è stato, perché voglio consegnarlo all’eternità, senza sovrapposizioni, senza confusioni.

Non sono senza cuore, lo capisci? Vivo esperienze che si possono raccontare solo in parte, ma forse questo appartiene ad ogni essere umano.

Rossella

Mariano Comense, 22 dicembre 19..

Cara Rossella,

la tua lettera mi ha spezzato il cuore e mi ha commosso insieme. Ci ritrovo tutta te stessa, la giovane donna di cui mi sono innamorato, e insieme resto ferito dalla tua crudele lucidità, che spazza via tutte le possibilità di una vita insieme.

Non posso fare a meno di dirmi che sono pronto a capirti e a darti tempo, per permetterti di fare la tua strada e di incontrarmi un poco più avanti, sul tuo cammino. Io aspetterò, per quanto valga fartelo sapere, perché voglio essere per te un punto fisso, una certezza incrollabile.

Nonostante le tue parole così dure, io nella tua lettera ho visto anche la speranza. Mi hai raccontato un episodio minimo, certo, ma così significativo e io non posso fare a meno di ringraziarti per la fiducia che hai riposto in me. Oppure vorresti farmi credere che parleresti a chiunque di un evento del genere?

Naturalmente non posso spiegarti cosa sia accaduto, ma credo di capire che è stata davvero l’epifania che stavi aspettando, nel luogo più adatto alla sua manifestazione. Forse è l’amore che viene a cercarti, che ti chiede di essere  più vigile, attenta e non fartelo sfuggire. Eh, vorrei che fosse questa la spiegazione, certo. Ma non forzerò la mano, ti lascerò libera di reinterpretare l’evento come meglio credi. Potrei dirti ancora quello che provo e lo farei, se non pensassi di rendermi ridicolo ai tuoi occhi, di perdere valore di fronte a te. Però è vero, quello che è accaduto dimostra che tu hai un cuore: lascia che ti indichi la strada. Potrei esserci anche io.

Sempre tuo

Achille

Londra, 2 gennaio 19..

Caro Achille,

non so perché ti rispondo. In questo momento sono piuttosto confusa. Una cosa la so per certo, però: non voglio stare con te. Non tentare più di contattarmi, sto per cambiare città.

Stamattina ho preso il coraggio a due mani e sono rientrata nel parco. Sono arrivata al posto misterioso. Qualche flebile raggio di sole illuminava il paesaggio, che altrimenti sarebbe rimasto cupo, spettrale. I rami spogli si protendevano verso l’alto, come mani che chiedono aiuto. I cespugli erano grumi di rovi, il sentiero era bagnato, per una pioggerella che era durata tutta la notte.

Ho chiuso gli occhi e li ho riaperti. Nulla è apparso a me. Ho trattenuto il fiato per un pezzo, poi ho lasciato che si condensasse in una nuvoletta davanti al volto.

Ho aspettato a lungo, tanto da rischiare di far tardi al lavoro. Nulla è apparso. Mi è sembrato strano, perché era come se mi fossi abituata all’evento e fossi convinta che per me si sarebbe ripetuto ogni volta. Invece l’evento è eccezionale e tale rimarrà. Serbo nel cuore la sua magia e mi chiedo cosa voglia indicarmi. Di proseguire così, di avanzare per la mia strada, godendo di ogni momento. Questo imparo, questo voglio trattenere.

Non so perché ti ho scritto, ma sappi che è l’ultima volta. Non si può avere un confidente così vicino e scampare alle conseguenze.

Rossella

Questa riproduzione è stata autorizzata dall’ autrice gratuitamente e senza scopo di lucro.

  ANNAMARIA CORDASCO

L’autrice di queste lettere è insegnate di Lettere e scrittrice. Laureata in Lettere Classiche, con una tesi sul grottesco nella Divina Commedia. Ha frequentato corsi di scrittura creativa con Christian Raimo a Roma e Raul Montanari a Milano. Ha pubblicato nel maggio 2018, RITORNO A CASA. Edizioni Montague, nella Collana “Le Fenici”, che è il suo esordio editoriale.  Vive e lavora nella provincia di Como.

Se hai apprezzato queste lettere, e vuoi leggere altri racconti della stessa autrice, visita la nostra pagina Autori

Articoli Correlati

Leave A Reply