Scampia Storytelling 2019: intervista a Rosa Tiziana Bruno.

Venerdì 29 novembre si svolgerà la sesta edizione di Scampia Storytelling, il festival, nato nel 2014 in seno all’ ICWA (Italian Children’s Writers Association), al fine di portare libri ed autori, ma anche lettura e musica, nel quartiere dell’area nord di Napoli, nota per essere una delle zone a più alto rischio di marginalità sociale.  L’intento degli ideatori è anche quello di creare un rapporto continuo tra ragazzi e scrittori, che non si limiti alla giornata del festival.

Questi, infatti, resteranno in contatto e, attraverso uno spazio on line a loro disposizione, potranno continuare a confrontarsi, anche dopo.

Rosa Tiziana Bruno, al centro, con alcuni degli scrittori dell’ICWA, per l’edizioe 2018 del festival.

Scampia Storytelling 2019.

Quest’anno, in particolare, gli autori dell’Associazione Italiana Scrittori Per Bambini, coinvolti in questa vera e propria “officina di narrazione” saranno: Cristina Bartoli, Gianluca Caporaso, Patrizia Ceccarelli, Emanuela Da Rosa, Viviana Hutter, Claudia Mencaroni, Flavia Moretti e Cristina Nenna.

La direzione artistica del festival è affidata a Rosa Tiziana Bruno, scrittrice per l’infanzia e sociologa, mentre ospite speciale dell’edizione di quest’anno, sarà lo scrittore Guido Sgardoli, vincitore, tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, del Premio Strega Ragazzi e Ragazze 2019, con il libro The Stone. La settima Pietra, il quale incontrerà i ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Sandro Pertini” alle ore 10,30 presso il teatro in via Arcangelo Ghisleri, 182 . Per conoscere il programma completo del festival, visitate il sito ufficiale.

Quest’anno anche a Varese!

La novità di quest’anno, inoltre, è che, in contemporanea allo svolgimento del ricco programma previsto a Scampia per la giornata del 29 novembre, il festival, travalicando i confini geografici campani, arriva fino a Varese, per coinvolgere, altre realtà periferiche, come quella della scuola primaria IV Novembre (IC Varese1) nel quartiere di San Fermo, dove le classi aderenti all’iniziativa incontreranno tre autori dell’ ICWA, e cioè David Conati, Isabella Salmoirago e Chiara Segre.

Raggiungo telefonicamente Rosa Tiziana Bruno, la quale, con grande cordialità, ha risposto alle mie  domande.

Rosa Tiziana Bruno

  • L’idea di Scampia Storytelling è quella di portare i libri, la lettura e gli scrittori fra ragazzi di un quartiere periferico e svantaggiato come Scampia. Perché gli autori comprendono la necessità di arrivare fisicamente, e non solo attraverso i propri libri, ai loro lettori di un contesto così particolare?

Gli scrittori per l’infanzia sono quelli che, insieme agli insegnanti, sono più vicini ai ragazzi e si è pensato, perciò, di costruire un rapporto che sia di scambio ma soprattutto di continuità tra gli uni e gli altri. Tante sono le iniziative che interessano i quartieri più periferici, ma, generalmente, accade che tutto si esaurisca nello stretto tempo in cui l’iniziativa si svolge. La particolarità di questo progetto, invece, è proprio quella di mantenere una continuità con il quartiere e con i ragazzi che lo abitano.

  • La novità per l’edizione di quest’anno è che il festival non si fermi a Scampia ma, coinvolga anche altre scuole, oltre i confini campani, della periferia di Varese. Come mai questa scelta?

La periferia, come Associazione Scrittori Italiani Per ragazzi,  ci interessa come “concetto”. Scampia, quando nel 2014 abbiamo intrapreso il progetto, era una delle realtà periferiche più problematiche, ma ce ne sono molte altre in Italia. Scampia, inoltre, era un punto di partenza, un esempio di ciò che gli scrittori, i libri, la lettura possono fare per un contesto periferico.

  • Hai scritto diversi libri che mirano a far conoscere il ricco patrimonio storico campano. Penso a “La locanda di Asellina”, “Il sogno del tuffatore”, ma anche “L’ultimo gladiatore di Pompei”. Da un punto di vista sociologico, secondo te, che meccanismo perverso si è innescato, nel nostro territorio, per portare, quella che un tempo era la Campania Felix, alle condizioni di estremo degrado che hanno generato la Scampia, nota per tutte le sue forti criticità?

 E’ necessario precisare, però, che non tutta la Campania vive le forti criticità, che hanno fatto del quartiere di Scampia uno tra i più difficili del territorio. La ragione, poi, va ricercata nei cambiamenti su larga scala che investono la nostra società. Quando l’obiettivo di una società si concentra verso la ricerca ed il consumo di beni materiali e questo atteggiamento cresce in maniera esponenziale, l’attenzione viene distolta dalla cultura, ma anche dalla natura, che divengono solo qualcosa da saccheggiare, ma non da rispettare e valorizzare .

  • Come si può recuperare, allora,  una continuità con il nostro antico passato e mettere a frutto l’enorme patrimonio culturale presente nel nostro territorio?

Questo rapporto si può recuperare facendo della ricerca della bellezza un obiettivo della società. Da scrittrice, posso indicare, nei libri e nella scrittura, la via per recuperare bellezza e cultura.

  • A proposito del tuo libro, “Un ribelle a Scampia”, candidato al Premio Strega Ragazzi e Ragazze nel 2016. Il libro ci racconta il quartiere, in cui è ambientato, dal punto di vista del suo protagonista, Nicola, che è un adolescente. Nello sviluppo della storia, sarà proprio l’incontro con i libri a “salvare” il ragazzo, da un destino che appare profondamente influenzato dal contesto in cui vive. Nicola, infatti, riuscirà a laurearsi, ma non sceglierà di andare via da Scampia. Resterà per migliorarla. Come si fa a credere nel cambiamento, quando, come nella realtà di Nicola, è tutto così difficile e sembra che l’esistenza vada, necessariamente, in una direzione?

Scegliere la via più breve, quella più semplice è normale, anche se spesso controproducente. Nel caso di Nicola, sarà la lettura e anche l’esperienza di vita ad insegnargli che, la strada migliore per lui, non è affatto quella più semplice. Per credere nel cambiamento, ci vuole apertura mentale e la chiave per aprire la mente, per me, è la lettura, la narrazione. A questo proposito, mi viene in mente il commento che qualcuno mi ha rivolto proprio su Scampia Storytelling e cioè “è una cosa buona, ma a Scampia non serve quello che fai tu, il quartiere ha bisogno di lavoro”.

L’assenza di lavoro nel quartiere è, certamente, una realtà innegabile ed una seria difficoltà per la gente che ci abita. Per superare ogni difficoltà che la vita ci pone davanti e per trovare soluzioni nuove ad un problema, è necessario credere nei propri talenti e coltivare la capacità di immaginazione. In tal senso, la lettura è fondamentale.

immagine tratta dalla grafic novel Scampia Story Telling. Immagini dal futuro. Testo di Rosa Tiziana Bruno, poesie di B. Tognolini, illustrazioni di Giuseppe Guida. Ed. Notes 2015

  • Sempre su questo tuo libro. Viene immaginato anche come supporto per un percorso didattico sia  sulla legalità, sia di educazione emotivo-relazionale. Quanto è necessaria, e perché, un’educazione emotivo-relazionale, affinché i ragazzi si pongano bene rispetto al contesto in cui vivono?

Un percorso di educazione emotivo-relazionale è parte integrante di un percorso di educazione alla legalità, perché non si può avere senso civico se non si ha un rapporto equilibrato, dal punto di vista delle emozioni e delle relazioni, con gli altri che vivono intorno a noi. E’ difficile rispettare le regole se si nutrono sentimenti negativi verso il prossimo.

  • Hai scritto che “[…] quando la realtà si fa difficile, la tendenza è quella di chiudersi in se stessi, per contenere l’incertezza e l’individualismo spazza via il senso di comunità. Diventa urgente un’educazione alla convivenza.[…]”. Come si fa ad uscire dall’individualismo, dalla tendenza a sbarrare la porta a tutti?

Dall’individualismo si esce acquisendo la consapevolezza di far parte di un’unica comunità, senza la quale, non solo non potremmo vivere, ma non avremmo alcun valore.

  • Un’ultima domanda. Cosa ti aspetti da Scampia Storytelling?

La mia aspettativa è che questo festival cresca, che Scampia diventi un punto di partenza per ingrandire il festival sempre di più ed arrivare anche in altri luoghi.

Per me lo è stato, Scampia Storytelling, “un punto di partenza per arrivare in altri luoghi”.

Ringrazio moltissimo Rosa Tiziana Bruno, per tutte le sue riflessioni interessanti e auguro a lei e a tutti gli scrittori, suoi compagni di avventura, una meravigliosa edizione di  Scampia Storytelling!

 

Rosa Tiziana Bruno è sociologa e insegnante.
Il suo esordio come scrittrice è avvenuto con un saggio di Sociologia dell’Educazione, successivamente ha iniziato a pubblicare romanzi per ragazzi e racconti fiabeschi.
E’ formatrice di insegnanti e conduce studi sull’ uso della fiaba nella didattica ed elabora progetti formativi per bambini e adolescenti. Ha scritto il saggio “Insegnare con la letteratura fiabesca“, pubblicato nel 2018 dal gruppo editoriale Raffaello. Ha pubblicato anche all’estero in Spagna, Giordania e USA.
Nel 2017 ha vinto l’International Writers Awards, premio assegnato dall’Istituto per l’Educazione e la Ricerca di Los Angeles (IFERS) e si è aggiudicata il premio per il miglior libro italiano del 2018 nella sezione Children Book del prestigioso Gourmand World Awards, aggiudicandosi poi il secondo posto nella premiazione mondiale. Cura la direzione artistica del festival di letteratura per ragazzi “Scampia Storytelling” organizzato annualmente da ICWA. Per saperne di più, visita il suo sito  www.rosatiziana.com

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Marianna De Stefano

Marianna De Stefano

Avvocato, appassionata di libri. Promuove la lettura e la diffusione della cultura del libro, attraverso laboratori per bambini ed incontri di lettura ad alta voce, oltre che organizzando eventi letterari . Se vuoi saperne di più sulla sua formazione su libri ed editoria e sulla sua attività di web writer, vai alla pagina CHI SIAMO.

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