Storia di una Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepùlveda.

Luis Sepulveda

Storia di una Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, racconto di Luis Sepùlveda.

In questo articolo vi racconto di Storia di una Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepùlveda.

La pandemia ha lasciato nel mondo il segno per molti motivi. Tra questi, vi è la scomparsa di Luis Sepùlveda, morto proprio a causa del covid19 lo scorso aprile.

Voglio riservare, così, in questo blog, un posto speciale ad una delle opere più celebri dello scrittore cileno: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (prima edizione italiana Salani, Firenze. 1999) 

Ho scelto questo libro per due motivi: 

  1. è una storia molto tenera dedicata all’infanzia, e sapete che ho molto a cuore la letteratura per l’infanzia;
  2. tra i protagonisti vi è un gatto. I gatti sono animali davvero speciali e, chi frequenta i miei canali social, sa quanto sia appassionata di gatti e di storie feline, soprattutto da quando ho adottato un gattino ferito durante la pandemia.
Luis Sepulveda, Storia di una Gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare

Luis Sepùlveda. Uno scrittore dalla vita rocambolesca.

Prima però voglio rendere omaggio a Luis Sepùlveda scrivendo un po’ della sua vita.

Luis Sepùlveda ha vissuto una vita rocambolesca, segnata dal suo impegno politico contro le ingustizie. 

Crebbe a Valparaíso, in Cile, con il nonno paterno e con uno zio anarchico. Entrambi gli trasmisero l’amore per i romanzi di avventura di Salgari, Conrad e Melville. Crescendo si manifestò il suo talento letterario. Da adolescente, scriveva racconti e poesie per il giornalino della sua scuola. 

Militò nel Partito socialista cileno. Poi con il golpe del ’73 di Pinochet fu arrestato e torturato, fino alla scarcerazione che ottenne grazie all’intervento Amnesty International. 

Nel 1979 si unì alle Brigate Internazionali Simon Bolivar che stavano combattendo in Nicaragua. Dopo la vittoria nella rivoluzione iniziò a lavorare come giornalista e l’anno successivo si trasferì ad Amburgo. Poi venne il periodo di Greenpeace. Fu membro dell’equipaggio su una delle navi della nota ONG.

Si trasferì in Spagna e vi restò fino al 16 aprile del 2020, giorno della sua morte dovuta al coronavirus.

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepùlveda  viene pubblicato nel 1996, anche nella sua edizione in italiano da Salani. Questo libro, il cui titolo in originale è Historia de una gaviota y del gato que le enseñó a volar, affronta grandi temi esistenziali sotto forma di favola.

Per questo motivo, è adatto ai lettori di tutte le età, ma lo consiglio soprattutto per i bambini. Dall’opera letteraria è stato anche tratto un film di animazione molto amato dal titolo “La gabbianella e il gatto”.

La storia.

In uno stormo di gabbiani migranti vi è la gabbianella Kengah, pronta per deporre il suo primo uovo. 

Lo stormo si tuffa in acqua per pescare dei pesciolini da mangiare, ma Kengah finisce in una pozza di petrolio. I gabbiani nel racconto sono soliti chiamare la pozza: “la peste nera”. 

Fortunatamente Kengah riesce a salvarsi e a mttersi in viaggio verso Amburgo, dove finisce sul balcone di una abitazione. Lì conosce Zorba, un grosso gatto nero con una piccola macchia bianca sulla gola.

Kengah, ha ancora l’uovo dentro di sé. Stanchissima usa tutte le sue forze per deporre l’uovo. Ma chiede al gatto Zorba tre promesse: non mangiare l’uovo, prendersi cura del piccolo ed insegnargli a volare. 

Zorba, gatto buono, accetta e si reca dai suoi amici gatti per raccontare loro quanto gli è accaduto. Insime agli amici gatti va da, Diderot, gatto sapiente, per chiedergli come ripulire Kengah dal petrolio. Al ritorno però scoprono che la gabbiana non ce l’ha fatta. Zorba allora adotta l’uovo e si preoccupa di covarlo.

Dopo poco il lieto evento: nasce la gabbianella, che i gatti chiamano Fortunata.

Fortunata crede fermamente che Zorba sia sua madre. Zorba e i suoi amici gatti si rendono conto che insegnare a volare ad un uccello è davvero difficile. Allora si rivolgono ad un poeta umano, infrangendo il tabù che impone ai gatti di non parlare la lingua degli esseri umani. Il poeta dice loro che, per spiccare finalmente il primo volo, Fortunata dovrà saltare dal campanile di San Michele. La gabbianella va, prova e ci riesce.

Le riflessioni che ci lascia Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.

Questa storia invita i lettori a riflettere su molti temi. Tra questi, l’amore per il prossimo nonostante la diversità, l’adozione, l’importanza di avere una coscienza ecologica, ma anche il coraggio nel superare le proprie paure. Sono tutte tematiche molto attuali, che Luis Sepùlveda affronta, in questo racconto, con profonda delicatezza, la caratteristica che lo ha reso indimenticabile e così amato dai lettori di tutto il mondo.

Ti consiglio di leggere La màs bella historia de amor. Poesia di Luis Sepúlveda.

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