Summertime. Racconto di Gianluca Spera.

Era il primo sabato di agosto. Angela avrebbe voluto trascorrere una giornata al mare, magari in una spiaggia poco affollata.

Come sempre, le sarebbe piaciuto sedersi all’ombra del bar. Sorseggiare un Martini e leggere un buon romanzo.

A lui, invece, piaceva nuotare e prendere il sole. Prendere il sole e nuotare. Aveva un fisico atletico e proporzionato che lo faceva assomigliare a una statua greca. Era un uomo pieno di vizi e misteri.

Angela aveva scoperto quello che non doveva.

Lui non c’aveva dormito tutta la notte.

Lei aveva visto, ora sapeva. Secondo le regole d’ingaggio, era un potenziale pericolo e, come tale, andava eliminata.

Lui non aveva preso proprio in considerazione questa possibilità. Anche a costo di correre un rischio piuttosto elevato. Non le avrebbe mai potuto fare del male.

La osservava dormire al suo fianco, completamente nuda. Un lenzuolo leggero e trasparente le copriva il pube. Il seno in bella evidenza, i capelli che le cascavano sui capezzoli turgidi. Era uno spettacolo.

Gli aveva detto di non andare. Di disertare. Di evitare una strage di innocenti.

Lei non poteva capire.

Lei non poteva capire. Quando si entra in certi meccanismi, non si riesce più a venirne fuori. Loro ti chiedono fedeltà e obbedienza. Non devi fare domande ed eseguire gli ordini. Ci sono interessi troppo grandi in ballo per poter contestare le decisioni.

Per cui, se ti mettono in mano una valigia di pelle non puoi farti troppo scrupoli.

Devi consegnarla dove ti hanno detto, all’orario che ti hanno indicato e senza farti notare.

Qualcun altro farà la seconda parte del lavoro. È come una catena di montaggio, nella quale i singoli pezzi devono incastrarsi pur restando estranei tra di loro.

È un meccanismo semplice e complesso allo stesso tempo. Che non ammette sentimentalismi o divagazioni. Bisogna esser freddi, lucidi, precisi. Spietati.

Bisogna esser freddi, lucidi, precisi. Spietati.

Lui era rimasto seduto sulla sponda del letto per parecchi minuti reggendosi la testa tra le mani. Angela s’era svegliata ma faceva finta di dormire. La decisione spettava solo a lui.

Non andare!”. Gli rimbombava nella testa quella frase mentre s’avvicinava alla stazione.

Era tentato di desistere. Il suo compito era solo lasciare la valigetta nel cofano di un furgoncino parcheggiato nei pressi del Parco della Montagnola, a riparo da sguardi indiscreti. “Non andare!”, quelle parole erano più martellanti del caldo afoso, soffocante.

Sarò di ritorno per le 10, indossa il vestito più bello. Quello bianco, un po’ trasparente. Ti porterò lontano da qui, vicino al mare”.

E la valigetta? Che fine farà?”.

Me ne sbarazzerò e poi tornerò qui a riprenderti”.

Voleva gettarla nel canale delle Moline, lasciarla trascinare dalla corrente. Voleva evitare quello che stava per succedere. Roba che sarebbe rimasta nei libri di storia: l’impresa più criminale mai partorita dalla mente umana.

Il problema è che loro sono bravi a leggere anche nella mente dei soldati, a carpirne le incertezze, a prevenirne le iniziative individuali.

Per cui, fu il furgoncino a raggiungere lui, ad agguantarlo, a sopraffarlo. Il piano aveva subito una variazione ma la valigetta stava per arrivare a destinazione. Lui non serviva più.

Lui non serviva più.

Angela s’era affacciata davanti al porticato alle dieci in punto, con il suo vestitino bianco, un cappellino di paglia in testa e delle ballerine nere ai piedi. Era uno schianto. I passanti non potevano fare a meno di ammirare le forme e i capelli rosso fuoco che le conferivano un aspetto ancor più seducente.

Restò lì in attesa per venti minuti. L’aria puzzava di afa, merda e morte.

Alle 10,24 Angela decise di rientrare in casa. Si spogliò del vestito bianco. Niente mare, niente romanzi, niente Martini: lui non sarebbe più tornato.

Summertime.

racconto

di

Gianluca Spera.

L’immagine in evidenza raffigura l’opera Summertime, 1943 di Edward Hopper.

Gianluca Spera, classe 1978, di professione avvocato e scrittore per vocazione. Autore di diversi racconti, poesie ed alcuni libri. Ha pubblicato i suoi lavori con Ippiter Edizioni e Ad est dell’equatore. Napoletano per affinità, elezione e adozione. Delitto di una notte di mezza estate ed. Ad est dell’equatore, 2016 è il suo primo romanzo. Sempre con Ad est dell’equatore ha pubblicato Il massacro di San Silvestro Pausa dal dolore con 100Copie -Prog.to Ed.le Indipendente. Seguilo su www.misterhopes.wordpress.com

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