Umiliati e offesi, di F. M. Dostoevskij.

Recensione di Umiliati e offesi di Dostoevskij a cura di Astrid Scaffo.


La storia.

Umiliati e offesi di Dostoevskij è un romanzo è scritto in prima persona. La voce narrante è quella di uno scrittore, Ivan Petrovic, di venticinque anni che, sul letto di morte, ripercorre l’ultimo anno della sua vita.

Ivan è un orfano ed è stato allevato da Nikolaj Sergeic e dalla moglie Anna Andreevna, genitori di Natasa: sorellastra della quale Ivan si innamora.

Nikolaj, uomo integerrimo, diviene l’amministratore di un principe, Petr Aleksandrovic, che gli affida anche in custodia il figlio, Alesa.

Ingiustamente accusato di essere un ladro, Nikolaj subirà la più grave delle umiliazioni da parte del principe. La situazione si aggrava quando Natasha si innamora di Alesa e fugge di casa per lui: verrà maledetta dal padre, per questo, ma riuscirà a conservare l’amicizia di Ivan.

Il principe però manipola il figlio Alesa, che è un debole, affinché sposi Katja, ricca ereditiera. Nel frattempo Ivan assiste alla morte di uno strano vecchio Smith e decide di prendere in affitto l’appartamento di quest’ultimo. In questa casa entrerà, inattesa, Elena, la tredicenne nipote di Smith, orfana, vittima di angherie e sopraffazioni.

Alesa riuscirà ad imporsi sul padre e a sposare Natasa? Quale crudele segreto nasconde la piccola Elena?

” Pregustava il piacere di amare follemente e tormentare e far soffrire chi si ama, proprio perchè lo si ama; e forse appunto per questo si era affrettata a donarglisi per prima in sacrificio “

– F. M. Dostoevskij, Umiliati e offesi –

Qualche curiosità su Umiliati e offesi di Dostoevskij.

L’autore di Umiliati e offesi non amava questo suo libro e lo considerava ancora acerbo, tanto da scrivere:

“ne è venuta fuori un’opera rozza, ma di almeno una cinquantina di pagine sono fiero…se ho scritto un feuilleton, è solo colpa mia. Non ho scritto altro in vita mia, tranne Notti bianche e qualche pagina di Memorie di una casa di morti”.

In questo romanzo Dostoevskij lascia una chiara impronta autobiografica nel personaggio di Ivan, la voce narrante: pur modificando i nomi, si leggono chiaramente i suoi esordi di scrittore.

Viene ripercorsa la storia letteraria di “Povera gente” (pubblicazione e critica), primo romanzo di Dostoevskij, che gli diede notorietà ma non ricchezza.

Perchè leggerlo.

Umiliati e offesi di Dostoevskij è stato scritto dopo gli anni dei lavori forzati e dell’esilio, è uno dei primi romanzi di Dostoevskij e sicuramente risente della sua immaturità artistica: alcuni personaggi sono stereotipati e la storia può essere effettivamente considerata un feuilleton (termine francese con il quale si usava indicare il romanzo d’appendice).

Ma “le pagine di cui andare fieri”, utilizzando l’espressione dell’autore, sono ben più di cinquanta.

Sono i personaggi che ne fanno un capolavoro.

Innanzitutto l’incipit, ovvero la descrizione del vecchio Smith e la sua terribile morte, è straordinario. Parimenti vale la lettura di questo libro il personaggio del principe Petr Aleksandrovic, genio del male, che viene introdotto poco alla volta e in termini sempre più chiari, fino alla sua stessa “confessione” al giovane Ivan: è un personaggio riuscitissimo che ritroveremo anche nelle opere successive di questo genio della letteratura mondiale. Inoltre la piccola Elena, orfana, malata, povera e vittima degli adulti, che funge da catarsi per gli altri personaggi, è letteralmente un capolavoro.

Dostoevskij fu maestro assoluto nella descrizione delle più piccole sfaccettature dell’essere umano, delle nostre ossessioni. Impossibile non leggerlo almeno una volta.

” Elena sedeva sulla sedia e, piegata la testolina stanca sul braccio sinistro steso sul tavolo, dormiva profondamente, e ricordo che rimasi a contemplare il suo visino infantile, pieno anche nel sonno di un’espressione di tristezza che infantile non era, e di una strana, malata bellezza”.

– F. M. Dostoevskij, Umiliati e offesi –

PER CONTINUARE LA LETTURA. Tra tutte le opere di Dostoevskij, non si può non leggere L’idiota; L’eterno marito; Le notti bianche; Il giocatore; Delitto e castigo.

Recensione di Astrid Scaffo.

ASTRID SCAFFO, avvocato classe 1979, vive e lavora a Polesella (Rovigo), lettrice appassionata, cerca libri ovunque (biblioteche, mercatini, librerie…). Scrive dall’età di sei anni poesie e racconti. Ha partecipato a concorsi letterari. Una sua poesia è stata inserita nella raccolta “Parlami d’amore” a cura di  Sara Pira, ediz. Ex libris 2012. La poesia pubblicata si è classificata al 4° posto del Concorso letterario “L’incontro di ieri e di oggi” Divina Follia Edizioni VI edizione 2019 sez. A.

Leggi anche Recensione de Il Mercante di lana di Astrid Scaffo.

Related Posts

Leave A Reply

Little Free Library - Marianna De Stefano

  • +39 398 345719
  • info@littlefreelibrary.it
  • via Aliperti n. 70 - 80039 Saviano (Na)
This error message is only visible to WordPress admins

Error: API requests are being delayed. New posts will not be retrieved.

There may be an issue with the Instagram access token that you are using. Your server might also be unable to connect to Instagram at this time.

Error: API requests are being delayed for this account. New posts will not be retrieved.

There may be an issue with the Instagram access token that you are using. Your server might also be unable to connect to Instagram at this time.