Viaggi e cultura: alla scoperta di Arquà Petrarca.

borgo antico

di Astrid Scaffo.

Se amate coniugare viaggi e cultura, il borgo di Arquà Petrarca è una meta ideale.

Arquà Petrarca si trova in provincia di Padova, tra i meravigliosi Colli Euganei. Deve il suo nome a Francesco Petrarca, che lo scelse come dimora ritirata, rifugio spirituale e vi trascorse gli ultimi anni della sua vita. E’ qui, infatti, che sono custodite le sue spoglie, ma anche notizie, curiosità e leggende sulla vita del Poeta.

Il borgo di Arquà Petrarca offre una meravigliosa vista panoramica, ed è la meta ideale per una vacanza rilassante, all’insegna della buona tavola e per scoprire tutte le eccellenze eno-gastronomiche dei Colli Euganei.

casa di Petrarca
Casa del Petrarca ad Arquà, ingresso esterno.

La casa di Arquà Petrarca ci racconta il Poeta.

Pare che la casa fu donata al Petrarca nel 1360 dai Carraresi, signori di Padova, che, come molti notabili del tempo, avevano una particolare predilezione per il Poeta. Francesco Petrarca vi andò a vivere nel 1370, dopo il restauro.
L’immagine scolastica ci lo consegna un autore serio, schivo. In realtà, Petrarca era molto amabile e si circondava di amici.

All’interno dell’abitazione, pare vi fosse una scala interna, oggi non più esistente, che collegava al piano nobile e che il Poeta condivideva con la servitù: a riprova del suo carattere aperto e semplice.
Il Petrarca si dedicava alla cura del giardino e del brolo (orto), posti rispettivamente davanti e dietro l’abitazione. Vi coltivava erbe aromatiche e alloro. Vi erano una stalla per porci, pollai e tettoie. Il brolo era più ampio dell’attuale con alberi da frutto, vigne e ulivi.

In questa casa, Francesco Petrarca visse insieme alla sua numerosa famiglia: la figlia Francesca con il marito Francesco da Brossano, un sacerdote, suo assistente spirituale, Lombardo della Seta, che fungeva da segretario, alcuni copisti, cuochi e servitori.

L’antica struttura della casa.

L’abitazione aveva due ingressi, uno dei quali non più esistente.
Il Poeta curò personalmente il suo restauro. Il primo piano, o piano nobile, fu frazionato e trasformato. La stanza verso ponente fu divisa in due vani per ricavare uno studiolo, dove il Petrarca potesse ritirarsi a scrivere e studiare, tuttora esistente.

camera da letto di Petrarca
Foto di Astrid Scaffo: particolare della camera ritenuta da letto del Petrarca

La stanza che precede lo studiolo, probabilmente la camera da letto di Petrarca, aveva un caminetto, ancora oggi presente, e si affacciava all’esterno con un poggiolo, oggi più breve dell’originale.
Il salone centrale divenne il salone di rappresentanza e di collegamento con le altre stanze.

Le bellezze da ammirare.

Ci sono molti affreschi da ammirare. Nello studiolo, sotto le travi, si scorgono affreschi con motivi a fascioni, di colore bianco, verde, rosso e ocra, di epoca trecentesca e quindi risalenti al Poeta.

affreschi del trecento
foto di Astrid Scaffo: affreschi.

Questi sono gli affreschi di maggior pregio, ma trovo di grande bellezza anche tutti quelli del piano nobile della casa, di epoca successiva, sia quelli che ritraggono scene tratte dal Canzoniere sia gli altri, che ornano le stanze laterali e i camini, di soggetto storico e mitico.

All’interno dello studio, al primo piano, inoltre, sono conservate e visibili la sedia e la libreria originali del Petrarca.

Dalla casa si può osservare anche un bellissimo panorama e il giardino stesso della dimora offre riposo all’anima: comprendo bene perché il Poeta avesse scelto tale posto per trascorrervi sereno la sua vita.

La casa di Arquà Petrarca nel tempo.

Alla morte del Petrarca, la casa divenne di proprietà del genero Francesco da Brossano, con l’obbligo che, per vent’anni, non vi apportasse alcuna modifica. Onere che fu, di sicuro, rispettato.
Successivamente, la casa ebbe diversi proprietari che apportarono dei cambiamenti strutturali.
La fama che il Petrarca ebbe, soprattutto dopo la sua morte, portò a un travisamento della realtà e fu considerato, da allora, come un poeta timido e solitario.

In virtù di questa erronea visione, fu costruita una scala esterna, attraverso la quale oggi si accede al primo piano e fu eliminata quella interna. Le aperture gotiche del primo piano furono trasformate in architravate e furono chiuse alcune porte. Nel 1908 tuttavia furono ripristinate tre finestre gotiche facenti parte dell’originaria pentafora.

I restauri del periodo 1919-1923, ad opera del Comune di Padova, resero la casa come oggi la vediamo.

La tomba di Francesco Petrarca.

Il borgo di Arquà conserva anche le spoglie del Poeta.

tomba di Petrarca
foto di Astrd Scaffo: la tomba di Francesco Petrarca nella piazza ad Arquà

Francesco Petrarca, infatti, morì ad Arquà nella notte tra il 18 e il 19 luglio 1974 ed ivi fu sepolto.
Fu il genero a provvedere alla costruzione della tomba in marmo rosso di Verona, posta sulla piazza antistante la chiesa arcipretale. Piazza che, allora, era il cimitero.
La tomba subì una profanazione nel 1630: fu asportato il braccio destro del Poeta che non fu più ritrovato. Il corpo ebbe poi varie ricognizioni. L’ultima delle quali durante il secondo conflitto mondiale, onde collocare al sicuro la salma, per poi riporla ivi, al cessare delle ostilità.

Al di sotto della piazza, invece, lungo la strada, vi è una fontana che preesisteva alla venuta di Francesco Petrarca in Arquà, come si evince da un atto del 1235, redatto proprio presso la fontana. Tuttavia detta fonte viene definita “Fontana del Petrarca” e certamente lui attinse a queste acque poiché non vi erano altre sorgenti nel paese.

Una curiosità.

La leggenda vuole che il Poeta avesse in particolare simpatia una gatta, che lo seguiva ovunque fino alla sua morte.
Nel 1603, il nipote dell’allora proprietario, Girolamo Gabrielli, nobile padovano, ovvero Marcantonio Gabrielli pose, dentro una nicchia riccamente incorniciata, la mummia di una gatta, tuttora presente, creando la leggenda che si trattasse della gatta del Petrarca. Questo mito, evidentemente, contribuì ad incuriosire i visitatori.
La gatta mummificata è tuttora una curiosità per i visitatori: collocata in una teca, riccamente stuccata, entro un muro, in alto e non accessibile. Non infastidisce alla vista ma, di certo, non è particolarmente rilevante. L’abitazione ha ben altre ricchezze per l’ospite!

Turismo ad Arquà Petrarca.

Arquà Petrarca e i borghi limitrofi sono una meta anche per il turismo eno-gastronomico. I Colli Euganei, vicini a Padova, hanno infatti una produzione ricchissima di olio e vini, sin dai tempi del Petrarca, che, nelle sue lettere, citava, magnificando, queste produzioni e la fertilità della zona.
Numerosissime, quindi, le enoteche, le aziende agricole, i ristoranti ove è possibile acquistare e assaggiare i prodotti locali.
Apprezzo la buona tavola e vi assicuro che, se amate la carne alla griglia, la cacciagione, l’olio di oliva e il buon vino, Arquà Petrarca, Torreglia, Vo’ Euganeo, Montegrotto sono luoghi di indubbio interesse gastronomico.
Sono inoltre celebri le zone termali di Abano Terme e Montegrotto per i fanghi e le acque termali. Le numerose piscine termali locali sono, infatti, un ottimo modo per trascorrere qualche giornata di relax.

Astrid Scaffo.

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