Violetta di Parma: storia di un profumo.

Il felice ducato di Maria Luigia D’Asburgo, seconda moglie di Napoleone Bonaparte,  a Parma, regalò alla città, tra le tante preziosità, anche un profumo indimenticabile ora, come allora: quello alla Violetta.

Una fragranza ancora oggi molto apprezzata, classica, magari un po’ retro, dai toni inebrianti, ma delicatissimi, che porta alla mente subito la primavera e ricordi fanciulleschi spesso legati alle nonne, come la mia, che l’ha portata per tutta la vita.

Violetta di Parma

Le origini di questo profumo pare siano legate all’amore, ricambiato, che questa illuminata sovrana, intraprendente ed appassionata di botanica , ebbe per la città di Parma.

Ancor prima del suo arrivo in Italia, nel 1815 scriveva dal castello di Schonbrunn alla sua dama d’onore a Parigi:

Vi prego di farmi tenere qualche pianta di Violetta di Parma con la istruzione scritta per piantarle e farle fiorire; io spero che esse germoglieranno bene, poiché io divengo una studiosa di botanica, e sarò contenta di coltivare ancora questo leggiadro piccolo fiore…” .

Maria Luigia e le violette.

Arrivata a Parma nell’aprile del 1816, la sovrana si volle occupare personalmente della loro coltivazione, sia nell’Orto Botanico da lei stessa voluto, sia nel giardino della residenza estiva di Colorno, il palazzo dove per primo andò ad abitare.
Maria Luigia sembra abbia amato la viola anche come simbolo e come colore: in alcune lettere una viola dipinta avrebbe sostituito la sua firma, e di colore viola volle che fossero le divise dei suoi valletti, gli abiti dei cortigiani, i propri mantelli.

Non è difficile immaginarne il motivo, il fiore è decisamente il simbolo dell’eleganza discreta delle nobiltà più raffinate, quali furono gli Asburgo.

Violetta di Parma

Giovanni Battista Callegari , ritratto di Maria Luigia Duchessa di Parma.

Come nacque il profumo.

Immaginiamo che la Gran Duchessa di Parma e Piacenza trovò al suo arrivo una città che, ora come allora, ha una caratteristica unica: violette spontanee a colorire e profumare ogni zolla di terra.

Si tratta, come ben sanno coloro i quali hanno la fortuna di recarsi a Parma all’inizio della primavera, di una fioritura spontanea che regala alla città un profumo inebriante, ma delicatissimo, e che fece innamorare Maria Luigia al punto di adoperarsi affinché ne seguisse una creazione speciale e destinata a durare nel tempo.

Sostenne, così, le ricerche dei frati del Convento dell’Annunciata, che, dopo un lungo e paziente lavoro, riuscirono ad ottenere dalla violetta e dalle sue foglie un’essenza del tutto uguale a quella del fiore.

I primi flaconi di Violetta di Parma, prodotti grazie alla abilità alchemica dei frati erano unicamente destinati all’uso personale della Duchessa Maria Luigia ed avevano una caratteristica: la delicatezza della fragranza si abbinava alla trasparenza del liquido.

Fu da questi stessi frati che verso il 1870 Ludovico Borsari ebbe la formula segreta, sempre gelosamente custodita, per la preparazione di quel profumo ed ebbe per primo la coraggiosa idea di farne una produzione da offrire ad un pubblico più vasto.
Iniziò così la carriera del futuro cavaliere Ludovico Borsari, che trasformerò la sua iniziativa nella prima grande industria italiana di profumi, nota in tutto il mondo. Abili creatori realizzarono scatole e confezioni preziose e soprattutto bellissimi vetri lavorati, che caratterizzeranno la produzione Borsari 1870 per oltre un secolo, facendone il simbolo del raffinato stile italiano nel mondo .

violetta di parma

Le moderne profumazioni.

Questa fragranza ebbe un successo tale che , nel corso dei secoli, è stata imitata in tutto il mondo, ma non tutte le produzioni hanno sempre raggiunto il livello qualitativo del profumo portato dalla Gran Duchessa.

Oggi, gli abitanti di Parma suggeriscono di acquistare la Violetta di Parma prodotta a Salsomaggiore, perché pare si avvicini molto alla formula originaria, caratterizzata, come descritto, dalla delicatezza della fragranza e dalla trasparenza del liquido.

Diffidare dalle imitazioni!


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Marianna De Stefano

Marianna De Stefano

Avvocato, appassionata di libri. Lettrice formata Nati Per Leggere. Dal 2016 favorisce il libero scambio dei libri attraverso la Little Free Library che si trova a Saviano (Na), alla via Aliperti 70. Promuove la lettura e la diffusione della cultura del libro . Redattrice de Il Club del Libro (http://www.ilclubdellibro.it/chi-siamo.html), collabora come guest writer con il sito di letteratura per l'infanzia www.milkbook.it Nell'estate del 2018, approfondisce la narrazione della fiaba partecipando a Modena al workshop intensivo sulla narrazione delle fiabe della tradizione, tenuto dall' Ass.ne Festival della Fiaba.

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