Zia Natascia: intervista a Rosanna Bazzano e Pasquale Langella.

zia natascia

Zia Natascia, di Rosanna Bazzano, Langella Edizioni 2021.

Oggi scrivo di una pubblicazione molto particolare: Zia Natascia, di Rosanna Bazzano, pubblicato da Langella Edizioni, Napoli.

Questo titolo fa parte della collana Carte e cartuscelle, che questa casa editrice, nonché libreria di Port’Alba a Napoli, dedica a pubblicazioni molto ricercate, in edizione limitata, realizzati con carta pregiata.

Ve lo racconto qui, attraverso questa intervista alla sua autrice e all’editore, rilasciatami un po’ di tempo fa, in occasione di una delle mie frequenti visite nei luoghi di Napoli che amo di più; e cioè, Port’Alba, la via dei libri.

E’ stato un tempo, quello trascorso con Rosanna Bazzano e Pasquale Langella, incredibilmente interessante perché, mi ha condotta a scoprire dettagli legati ad un’editoria napoletana di qualità, che propone libri artigianali, che si sottraggono al regime delle produzioni industriali.

Si tratta di piccole perle editoriali, per occhi e mani di lettori appassionati, libri di grande pregio, scelti con grande cura nei testi e realizzati con altrettanta attenzione.

I libri di questa collana di Langella Edizioni, infatti, sono da collezionare e raccontano Napoli, in maniera autentica, attraverso le sue storie più vere.

Questo è Zia Natascia, che vi consiglio di procurarvi, leggere e conservare come qualcosa di davvero prezioso.

Zia Natascia: una storia di amore e generosità in lingua napoletana.

Questo piccolo e prezioso libro ci racconta la storia della sua protagonista Zia Natascia, prostituta. Scritto in napoletano, è un accorato e sentimentale invito, a non farsi sopraffare dalle avversità della vita.

Napoli. Edizioni Langella 2021, 16°, pp. 16. Edizione numerata di 130 esemplari stampate su carta Amatruda d’Amalfi. Con un blotter al profumo di Zia Natascia e una poesia inedita su cartoncino d’Amalfi e firmata dal poeta Claudio Pennino. Bross. Rilegato a filo. Cofanetto fatto a mano legato a spago. “Novità”.

Le mie domande all’editore Pasquale Langella.

  • Perché questa collana dal nome Carte e Cartuscelle?

Le mie collane sono dedicate al mio mito Pino Daniele. Sono cresciuto con la sua musica e, per me questo, è stato un modo di omaggiarlo.

La collana Carte e Cartuscelle è nata in modo fortuito. Chiacchierando tra amici, in particolare, con il mio amico tipografo Rosario Mirate, titolare dell’omonima ditta dal 1875 Arti Grafiche Mirate .

Tra le sue riserve di carta, mi diceva di avere un fondo di carta Fabbriano Roma, che è una carta fatta a mano e ormai fuori produzione. Così, abbiamo pensato di inventarci qualcosa di particolare…

Lo scopo della collana è valorizzare carta e testi particolari, che vengono ricercati in abbinamento a Napoli e alla bibliofilia.

Pietro Teccagnoli, giornalista e scrittore, aveva un testo, dal titolo I Tisanuri, che è il primo volume di questa collana e, insieme, lo abbiamo ritenuto particolarmente adatto ad essa.

Inoltre, vista la crisi che interessa da vari anni il settore dell’editoria e delle librerie, l’intento di questa collana era anche quella di proporre un prodotto editoriale di qualità artigianale, che coinvolgesse, nella sua realizzazione, anche le piccole realtà della zona.

Visioni di carta (Gambardella), noto artigiano che lavora a Napoli proprio nel settore della carta, ci ha realizzato il primo cofanetto. Successivamente, ho voluto coinvolgere il legatore Amitrano, che ha realizzato la cucitura a mano dei libri.

La scelta della Carta d’Amalfi.

Il volume Zia Natascia è realizzato in carta di Amalfi, Cartiera Amatruda.

  • Nell’epoca del web, dove tutto è digitale, con queste proposte editoriali scegli di andare in una direzione opposta e pubblicare libri belli anche da toccare, realizzati a mano. Perché questa scelta?

Ci sono lettori anche bibliofili. Per questo tipo di appassionati, il libro, infatti, una volta letto, diventa qualcosa di prezioso da collezionare e, perciò, acquista un maggior valore.

La mia formazione, nella realizzazione di cataloghi di modernariato, mi ha portato ad apprezzare il libro anche come prodotto/oggetto.

Ed il senso, di questi libri, dal punto di vista della loro realizzazione, è proprio questo: spingere il lettore a comprenderne l’immenso valore che hanno come prodotto artigianale, realizzato con materiali ricercati, che gli permettono di acquistare con il tempo.

Penso che il libro possa parlare anche tra le mani di chi lo legge

Pasquale Langella, editore e libraio a Napoli.

La mia intervista all’autrice Rosanna Bazzano.

  • Ti ho ascoltata dichiarare, che:

Zia Natascia è il frutto del mio amore per Napoli, del mio amore per la lingua napoletana, per i proverbi e i modi di dire, per la sua cultura tollerante ed inclusiva…” Puoi spiegarmi meglio?

Io sono Siciliana di origine, sono stata strettamente italofona, per cui il napoletano è stato, per lungo tempo, per me una lingua straniera, di cui non conoscevo i meccanismi.

L’ho imparato attraverso le canzoni classiche, che cantava spesso mia madre, napoletana. Mio padre, invece, è siciliano, di Floridia.

Poi, mi sono avvicinata attraverso i poeti e scrittori che scrivevano in napoletano, in particolare, Ferdinando Russo, di cui sono una grande appassionata e collezionista.

Il mio primo approccio è stato attraverso la musicalità della lingua, poi passando attraverso proverbi, modi di dire che appartenevano alla mia famiglia.

Ho parlato sempre italiano ed ho esordito come scrittrice in italiano.

Poi, con il lavoro, ho iniziato ad avere contatti con il napoletano.

Mi sono innamorata del napoletano come ci s’innamora di qualcuno.

Rosanna Bazzano

Amo la carnalità – nel senso napoletano del termine – cioè è il suo essere una lingua vera, fatta di carne e sangue, che ha origine nel cuore, non è filtrata dal cervello.

Così, ho iniziato a tradurre in napoletano autori stranieri, in particolare poeti, come Achmatova, che mi ha resa nota anche al di fuori di Napoli.

La lingua napoletana va recuperata, innanzitutto, per Napoli, ma anche per i suoi abitanti.

Uno sguardo obliquo.

  • Sempre a proposito di questo libro, hai affermato che esso è frutto del tuo sguardo obliquo, attraverso il quale, tutto non è sempre bianco o nero. Cosa intendi di preciso?

Mi piace osservare la realtà e gli altri, che ho sempre trovato molto interessanti. Inoltre, il mio sguardo sul mondo che mi circonda è frutto della lettura, che ti mostra la realtà con occhi diversi.

La lettura apre scenari inimmaginabili e, dopo, il tuo sguardo sulla realtà non resta uguale

Rosanna Bazzano

I libri mi hanno aiutato anche in un momento difficile della mia vita, facendomi comprendere che c’è sempre la possibilità di andare avanti.

  • Zia Natascia, raccontando la sua storia, lascia anche una lezione molto importante. Vorresti raccontare qual è ai lettori?

Natascia ci dice che la vita ci forgia, ma anche che bisogna essere più forti delle difficoltà e riuscire sempre a trarne il meglio.

Ella diventa una prostituta per aver subito una delusione d’amore in gioventù e mette in pratica, così, una sorta di ribellione.

Riesce ad “aggredire” il dolore”, ad essere più forte e riesce ad andare oltre il suo star male. Diviene esperta della vita perché la guarda con gli occhi aperti.

  • A proposito dell’amore, di cui si parla molto in questa storia, perché può guarire dalla paura della morte?

L’amore ti permette di vivere il presente, senza avere paura del domani e di ciò che potrà accedere.

E’ vita e dove c’è vita non mai c’è morte.

Un augurio per le donne.

  • Il tuo libro racconta una storia di donne, di femminilità. Che augurio daresti a tutte le donne?

Per me è stato naturale raccontare una storia di donne perché sono cresciuta in una famiglia molto al femminile: i personaggi della storia hanno i nomi dei miei familiari!

Auguro, innanzitutto, che le donne non abbiano più necessità di giornate celebrative che le ricordino.

Auguro di essere libere di essere se stesse, come Zia Natascia, che lo è fino in fondo.

Ringrazio Rosanna Bazzano e Pasquale Langella per la pazienza e questo tempo incredibile che mi hanno dedicato.

Non vedo l’ora di ritornare a Port’Alba.

Per saperne di più sulle pubblicazioni di Langella Edizioni e acquistare il libro Zia Natascia, vi invito a visitare il sito librerialangella.it

I protagonisti dell’intervista: qualche notizia.

ROSANNA BAZZANO

ROSANNA BAZZANO è nata a Floridia (SR), vive e gestisce un Caffè letterario a Napoli, Il tempo del vino e delle rose.

Per quattro edizioni dal 2005 al 2008 viene insignita del Premio Internazionale alla cultura

per la poesia del trofeo Medusa Aurea bandito dall’Accademia Internazionale di Arte Moderna di Roma. Nel 2009 vince il premio nazionale Il Fiore e le viene assegnato il Premio Gilda Mignonette per aver dato lustro alla cultura napoletana. In vernacolo vince nel 2006 e nel 2009 il Premio Carmine Capasso di Napoli. Per la prosa ha vinto con due racconti brevi il premio letterario La mia pagina nel 1991 e il concorso bandito dalla Associazione A.L.I. Penna d’autore, di Torino nel 2005, finalista in prestigiosi concorsi nazionali e internazionaliè presente in numerose antologie.
Nel 2009 pubblica, unico autoprodotto, la autobiografia poetica “L’Olivo Saraceno”.

Del 2012 è “Lune d’agosto” ,  Intra Moenia edizioni recensito spontaneamente dal Tg 3 Campania, da La Repubblica e 2 volte dalla rivista nazionale Poesia di Crocetti editore.

Sempre del 2012 è la favola poetica “Gelsomina e il pupazzo di neve”, Iemme edizioni.

 Ancora nel 2012 il libro di ricette filastroccate per bambini “Il Mangiarime”, Iemme edizioni, su ricette della chef stellata Rosanna Marziale.

Nel 2013 esce “Il nuovo Mangiarime”, Iemme edizioni, ancora con ricette della Marziale.

Nel 2014, l’antologia “Incontrati a Caserta”, cinque poeti campani e un editore svizzero, ed. alla chiara fonte, Lugano

Poi,nel marzo 2020 Na terra nova, Oédipus edizioni, primo in lingua napoletana con una sezione di traduzioni di poeti stranieri in napoletano.

PASQUALE LANGELLA

PASQUALE LANGELLA è titolare libreria e casa editrice Langella, in via Port’Alba a Napoli. E’ anche uno scrittore, anzi un “raccoglitore di umori popolari”, come ama definirsi lui stesso, che ha già all’attivo alcune pubblicazioni.

Nel 2017, infatti, ha scritto il suo primo libro, Stupidario Librario. Dialoghi surreali con un libraio napoletano (Napoli, Intra Moenia, 2017), una divertente raccolta di dialoghi ed aneddoti tratti dalla sua esperienza di libraio, alle prese con le richieste di un pubblico sempre più confuso in merito al proprio rapporto con i libri.

Ha scritto, inoltre, il libro Casomaicipenso!, curato da Sergio Travi, illustrato dal giovane artista napoletano Salvatore Esposito, il primo della collana Bibliofollie con la quale ha inaugurato le pubblicazioni della sua casa editrice.

Ti racconto tutto in questo articolo Libreria Langella: CASOMAICIPENSO!

Se vuoi conoscere altri titoli della Langella Edizioni, leggi la mia recensione a Gli struffoli di Aristofane, di Nino Leone

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